Tagli ai patronati: a rischio il welfare per i cittadini

«La sforbiciata di 150 milioni di euro prevista nella Legge di Stabilità, rischia di mettere ko i patronati, soggetti indispensabili per l’accesso gratuito ai diritti in tema di pensioni, invalidità, assistenza». A parlare è Valter Marani, Direttore del patronato Cna Epasa che aggiunge: «Transitano per i patronati il 96% delle domande di assegno sociale, il 77% delle domande di indennità di accompagnamento, il 93% delle domande di pensione di anzianità o anticipata, il 96% delle domande di pensione ai superstiti, il 89% delle domande di pensione di inabilità, il 91% delle domande di pensione di vecchiaia, il 94% delle domande di pensioni supplementari, il 64% delle domande di ricostituzione pensione per contributi pregressi, il 94% delle domande di ricostituzione pensione per supplemento e il 32% delle domande di rinnovo assegno di invalidità».

Marani poi sottolinea il «grandissimo valore  che questo sistema capillare, con i suoi uffici  sparsi sul territorio, garantisce ai cittadini. Sono domande di pensione di vecchiaia, di anzianità, anticipata o supplementare. O di assegno di invalidità, sociale e accompagnamento. E’  il riconoscimento concreto dei diritti da parte dello Stato ai cittadini. Numeri che rischiano di essere azzerati da una spending review talvolta cieca e poco selettiva».

 “I numeri dei Patronati italiani  – continua – dimostrano che il riconoscimento dei diritti ai cittadini passa per i nostri uffici. Un fatto, questo, voluto dallo stesso Stato che negli ultimi anni, grazie alla digitalizzazione, ha fatto di noi il suo braccio operativo. L’Inps, non a caso, ci riconosce da tempo questo ruolo».

Chi farà tutte queste pratiche al posto nostro?

«Se tornassero in carico alla pubblica amministrazione servirebbero migliaia di uffici e centinaia di milioni di euro. Siamo consapevoli della difficile situazione del Paese e quindi non vogliamo sottrarci al dovere di contribuire, in termini di sacrifici, all’azione di risanamento e all’ammodernamento dell’Italia ma chiediamo un’azione sostenibile. Per questo da tempo Cna Epasa sta promuovendo una riforma del sistema nell’ambito di una più complessiva riforma del welfare, sul modello dei paesi europei in cui pubblico, privato e terzo settore collaborano nell’erogazione dei servizi alle persone»

Ma chi si rivolge agli uffici di patronato?

«Lavoratori e pensionati che hanno chiesto  consulenza per poter accedere al pensionamento o di verificare l’entità della propria pensione, lavoratori per chiedere l’accesso ai vari ammortizzatori sociali (aspi, mini-aspi, mobilità etc.). Ancora, anziani e disabili per i diritti dell’area socio – assistenziale e cittadini  comunitari ed extra-comunitari».

«A queste persone – insistono i patronati – abbiamo assicurato ogni forma di tutela e di assistenza mettendo a disposizione la professionalità dei nostri operatori in un campo, quello previdenziale e assistenziale, che raccoglie centinaia e centinaia di diritti che necessitano per la loro esigibilità di conoscenza di norme giuridiche e legislative quasi mai note o note parzialmente ai cittadini, pensionati e lavoratori.

Gli enti di patronato svolgono anche un ruolo fondamentale nel superamento del disagio delle persone nel colloquio, esclusivamente telematico, con la Pubblica Amministrazione. Oggi il Governo Renzi con la legge di stabilità del 2015 ha deciso di tagliare quest’azione di tutela e  assistenza che  i patronati svolgono quotidianamente e gratuitamente».

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