TOMMASO EDEROCLITE (PD): IL RICONOSCIMENTO POLITICO DI BASSOLINO, LE SCELTE DI DEMAGISTRIS E IL SÌ AL REFERENDUM

Tommaso Ederoclite è un esponente del Partito Democratico in Campania. Classe 1977, si occupa di Sociologia dei fenomeni politici e scrive per diverse testate nazionali. Gli abbiamo rivolto alcune domande su fatti recenti che hanno coinvolto il capoluogo partenopeo e di interesse politico nazionale.

Partiamo dal referendum del 17 aprile. Renzi auspica che non si raggiunga il quorum, ma all’interno del partito qualcuno ha dichiarato che andrà votare e sceglierà il SÌ. Qual è la sua posizione?

«Voterò SÌ per un percorso di riflessione che ho fatto sul referendum, una posizione che non ricalca quella propagandata dal comitato per il SÌ. Il mio è un SÌ leggermente diverso, che nasce da una scelta più tecnica rispetto a quella che portano avanti soprattutto gli ambientalisti o gli altri movimenti politici. Lo so che può sembrare paradossale, però è così».

Cosa intende dire quando parla di scelta tecnica?

«Le tematiche ambientali in questo referendum c’entrano come i cavoli a merenda, nel senso che c’è stata una propaganda da parte dei comitati ambientalisti per votare SÌ al referendum che conteneva qualcosa di errato. Per esempio, qualcuno ha detto che se noi andremo a votare SÌ perderemo le trivelle, perderemo l’estrazione del petrolio nel mar Mediterraneo, e queste sono delle sciocchezze, perché non c’entrano nulla con quel che voteremo il 17 aprile: innanzitutto perché le trivelle che si andranno a toccare sono perlopiù quelle deputate all’estrazione del gas, non del petrolio, e poi perché non c’è alcuna intenzione di abolirle, ma soltanto di porre un limite per le concessioni pari a 10 anni, che può essere anche rinnovato».

Recentemente molti consiglieri della Regione Campania si sono pronunciati a proposito del referendum, annunciando che anche loro andranno a votare SÌ.

«Sì, ho seguito il dibattito, la mia posizione però è un po’ diversa, perché il mio SÌ è dovuto a una semplice questione tecnica, che riguarda i rapporti tra lo Stato e gli estrattori. Non possiamo dare delle concessioni “sine die” a determinate imprese che si occupano di estrazione senza poter poi ricontrattare la concessione stessa. Quindi andrò a votare SÌ perché voglio che allo scadere della concessione, ENI o qualunque altra azienda ricontratti il suo operato e il suo ruolo con lo Stato. Io non sono contro le trivelle, assolutamente».

Ma proprio nella sede del Consiglio Regionale qualcuno ha sottolineato che l’invito a non andare a votare, da parte del PD, non sia stata una mossa gradita da tutti.

«Ti dico una cosa, seguendo il dibattito pubblico nelle ultime settimane, la voglia di non andare a votare un po’ ti viene. Ho assistito a una polarizzazione della comunicazione e del dibattito per quanto riguarda le trivelle fino a dichiarare, come dicevo prima, delle totali falsità. Quindi posso comprendere la posizione della segreteria nazionale riguardo l’astensione, anche perché si è strumentalizzato politicamente un referendum che è stato proposto da nove regioni, e da Presidenti di regione che hanno delle proprie ambizioni politiche all’interno del Partito Democratico. Con la cultura ambientale e la questione delle energie rinnovabili siamo nettamente fuori tema».

Cambiamo argomento. Parliamo dell’incontro tra Renzi e Bassolini: qualcosa è cambiato nel PD? Si può parlare di un riconoscimento politico, anche se tardivo?

«Anche se non credo molto a questi incontri che si fanno nelle stanze segrete, lì c’è stato senz’altro un riconoscimento politico da parte di Matteo Renzi nei confronti del lavoro fatto da Antonio Bassolino per quanto riguarda le primarie. Conoscendo bene Bassolino, la sua statura politica e la sua caratura personale posso tranquillamente sostenere che lì, finalmente, oltre che un riconoscimento dev’esserci stato anche un chiarimento, che nei prossimi giorni porterà a un ricongiungimento di quest’ala del partito».

Ma ormai si può dire che Bassolino abbia rinunciato definitivamente a correre per la carica di sindaco, no?

«Penso che Bassolino voglia fare un lavoro all’interno del partito, un lavoro di “componente” all’interno del PD, che è legittimo e che secondo me deve fare, per poter dire la sua quando ci sarà l’occasione di scegliere e di dare un orientamento politico al partito».

A proposito della querelle tra Renzi e De Magistris, invece, cosa ne pensa? Mi riferisco soprattutto alla scelta del sindaco di non partecipare alla cabina di regia.

«Trovo che sia una vera assurdità che un sindaco non partecipi alla cabina di regia alla quale prende parte il governo per la possibilità di risanare Bagnoli entro l’estate. È stata una scelta fuori luogo e che denota mancanza di responsabilità istituzionale. Nei prossimi due anni arriveranno oltre 2 miliardi di euro per la Campania, e soltanto per Bagnoli avremo milioni e milioni di euro che serviranno per la bonifica e per togliere la colmata».

De Magistris però ha dichiarato che il piano annunciato da Renzi corrisponde allo stesso che aveva già elaborato lui.

«Il problema però è che a cinque anni non è stato fatto nulla. L’articolo 33 dello Sblocca Italia dice proprio che siccome lì non si è intervenuto negli ultimi cinque anni e che è un problema d’interesse nazionale, interverrà lo Stato con una cabina di regia per pianificare il risanamento d quell’area».

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