Tosca: attesissima la prima al San Carlo

La nuova produzione, dal 22 gennaio, ha le scene firmate dall’artista Mimmo Paladino e una ambientazione senza tempo. ”Una storia di tanti anni fa, di un luogo lontano e capitale come Roma.

Questa storia accade oggi in un luogo che è terreno bagnato e bruciato, letto di fiume”.

Direttore Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e del Coro, un cast di rango con Carmen Giannattasio che si alterna con Monica Zanettin nei panni di Floria Tosca, Fabio Sartorie Arsen Soghomonyan saranno Mario Cavaradossi, Enkhbat Amartuvshine George Gagnidzei due Barone Scarpia, Renzo Ran sarà Cesare Angelotti, Matteo Peirone il Sagrestano, Francesco Pittari, Spoletta.

Questa la storia di come è nata Tosca:

Nel 1789, dopo le prime vittorie di Napoleone nella prima campagna d’Italia, truppe francesi avevano occupato Roma e proclamato la Repubblica; ma allontanatosi Napoleone per la campagna d’Egitto, il presidio francese fu cacciato da Roma dall’esercito napoletano di Ferdinando IV di Borbone che spazzò via la Repubblica ed i suoi esponenti.

Su questa trama storica si basa Tosca che incontrò da subito il favore del pubblico ben presto sedotto dal calore sensuale e dalla vitalità dei due protagonisti: Tosca e Cavaradossi.

Ricca di effetti scenici a forte tinte, di particolari realistici, di passioni elementari espresse da motivi energici e melodie impetuose, l’opera disorientò però una parte della critica che fu colpita dal verismo sfrenato che mostra torture e delitti d’ogni genere come nella scena della fucilazione o, ancor più, in quella dell’uccisione di Scarpia per mano di Tosca.

Dimenticato l’intimismo piccolo borghese della Bohéme, Puccini costruisce l’opera intorno alla figura negativa di Scarpia e crea una partitura ricca di sfumature dinamiche con frequenti indicazioni di piano e pianissimo in orchestra e un uso frequente dei “motivi ricorrenti” ovvero quelle melodie riconducibili ai vari personaggi.

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