TRUMP:”E’ arrivato il tempo di curare le ferite della divisione, gli americani devono riunirsi in in un popolo solo.”

Al termine di un duello senza esclusione di colpi, Donald Trump, 70 anni, è stato eletto 45esimo presidente degli Stati Uniti. La svolta nella notte dopo la conquista del fondamentale stato della Florida, e poi con la vittoria dei venti grandi elettori della Pennsylvania. Trump conquista la Casa Bianca assicurandosi almeno 276 grandi elettori, lasciando Hillary Clinton a quota 218. trumpLe prime parole da neopresidente sono per congratularsi con la sua avversaria Hillary Clinton, che lo ha chiamato per concedergli la vittoria. Euforia alle stelle tra i fans del tycoon, lacrime fra quelli della ex first lady. Al termine dell’election day, i repubblicani mantengono inoltre il controllo di Camera e Senato al Congresso.

Sotto shock i mercati mondiali. Trump è stato votato nelle aeree rurali e dai ‘colletti bianchi’, l’elettorato di uomini di una certa età, mal pagati e che hanno sofferto la globalizzazione. Clinton ha tenuto nei feudi tradizionalmente democratici delle grandi città, ma evidentemente non e’ riuscita ad attrarre il voto degli afroamericani e neanche dei giovani, mentre il ‘muro’ dei latinos non è bastato. Il candidato repubblicano ha trionfato nei cruciali ‘swing States’ di Ohio e Florida, dimostrando che i sondaggi della vigilia erano in gran parte sbagliati. Uno dopo l’altro ha conquistato, non solo i fortini del Grand Old Party, ma anche North Carolina e Georgia; e ha vinto anche in feudi tradizionalmente democratici, portandosi a un passo dal magico numero di 270 grandi elettori necessari per la Casa Bianca.

— Liveblog —

Ore 10.19 – “Mi congratulo con il nuovo Presidente degli Stati Uniti – ha detto il Premier Matteo Renzi nel suo intervento alla scuola di Perfezionamento di Polizia – Gli auguro buon lavoro. L’amicizia Italo-americana è solida”.


Ore 09.59 – Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con il Donald Trump per la vittoria nella corsa alla Casa Bianca. Secondo quanto riporta il sito del Cremlino, il leader russo ha inviato un telegramma di congratulazioni a Trump in cui gli augura “successo nel lavoro di responsabilità di capo di Stato”. Nel messaggio, si legge nella nota, Putin ha espresso “la speranza di lavorare insieme per portare fuori dalla crisi le relazioni russo-americane e anche per affrontare le questioni più pressanti dell’agenda internazionale e cercare risposte efficaci alle sfide alla sicurezza globale”.


Ore 08.45 –  ”E’ una notte storica. Gli americani hanno parlato, e hanno eletto il loro campione”. Lo afferma Mike Pence, il candidato alla vice presidenza di Donald Trump, salendo sul palco allestito all’Hilton con la sua famiglia e introducendo il discorso della vittoria di Trump. Il 45esimo Presidente degli Stati Uniti nel suo discorso ha ringraziato l’avversaria raccontando la telefonata con cui gli è stata concessa la vittoria: “Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei per la sua campagna”.

Trump promette di essere il presidente di tutti: “E’ arrivato il tempo di curare le ferite della divisione, gli americani devono riunirsi in in un popolo solo”. Lo ha detto Donald Trump nelle sue prime dichiarazioni dopo la vittoria elettorale nelle presidenziali Usa. “Mi impegno a essere presidente di tutti gli americani, cosa che per me è estremamente importante”, ha detto, aggiungendo: “Per coloro che hanno scelto di non appoggiarmi in passato, mi rivolgo per ricevere indicazioni”, è necessario “unirci come unico Paese”. Infine dopo diversi ringraziamenti ha concluso: “E’ stata una giornata storica. Non vi deluderò, non vedo l’ora di mettermi al lavoro”.


Ore 08.41 – Hillary Clinton chiama Trump e gli concede la vittoria.


Ore 08.30 – Donald Trump è arrivato al quartier generale della sua campagna elettorale a New York, il Midtown Hilton hotel, dove i suoi sostenitori si sono riuniti per festeggiare la vittoria alle presidenziali.


Ore 08.05 –  “Stiamo ancora contando i voti, e ogni voto conta”. Lo afferma John Podesta, il manager della campagna di Hillary Clinton al Javits center. “Non è ancora finita”, ha detto a una folla scoraggiata riferendosi all’ex segretario di Stato. Podesta ha aggiunto che Clinton non parlerà questa notte.


Ore 08.01 – Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha affermato che con Donald Trump presidente Usa “sicuramente la relazione transatlantica diventerà più difficile”. Schulz, intervistato dal primo canale pubblico tedesco Ard, ha fatto un parallelo con “le grandi paure” suscitate da Ronald Reagan e ha premesso che “il sistema degli Stati Uniti è forte abbastanza per reggere un presidente Donald Trump e integrarlo”.

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