Twitter ha registrato un calo mondiale dell’umore: sono state le due settimane più tristi di sempre

Dal 2020 ce lo potevamo forse aspettare: uno strumento che misura la felicità globale a partire dalle espressioni usate su Twitter ha registrato un preoccupante e generalizzato calo dell’umore a partire dal 26 maggio scorso. Da quella data e per le due settimane successive, i cinguettii di tutto il mondo hanno veicolato le parole più nere dal 2008 a questa parte, da quando cioè esiste questo progetto.

LA SCALA DI RIFERIMENTO. Come spiega un articolo su Nature, lo strumento in questione si chiama Hedonometer (Edonometro: edoné in greco antico vuol dire piacere) e possiamo immaginarlo come una sorta di termometro della felicità globale: è un software che pesca il 10% dei circa 500 milioni di tweet postati ogni giorno e valuta il loro linguaggio per determinare il livello di positività o negatività espresso. I termini nei tweet sono confrontati con un database di circa 10 mila parole tratte da libri, quotidiani, testi musicali e dallo stesso Twitter, suddivisi in 9 livelli di positività crescente: si va da 1 (triste) a 9 (felice).

COME STIAMO? Alcuni eventi dal forte impatto emotivo, come le sparatorie di massa, l’annuncio di controverse misure politiche, la morte di personaggi famosi, determinano un momentaneo crollo dell’umore della Rete che è però di solito presto risollevato dal rumore di fondo sempre presente su Twitter (contenuti su musica, celebrità, sport). Tuttavia i prolungati lockdown associati alla pandemia hanno ridotto il livello di distrazione esterna e portato gli utenti a concentrarsi maggiormente sulle questioni importanti, prolungando i sentimenti nel tempo e tenendo alta l’attenzione sulle istanze di ciascuno.

A metà marzo, l’annuncio della pandemia aveva provocato un notevole calo della felicità globale (come si vede nell’infografica qui sopra). Negli ultimi giorni di maggio le proteste per l’uccisione di George Floyd hanno provocato una seconda ondata di malcontento, di proporzione persino peggiore della prima, forse perché in parte legata ad essa. Chris Danforth e Peter Dodds, i matematici dell’Università del Vermont che hanno ideato lo strumento, non avevano mai visto un calo così profondo e prolungato.

ARRABBIATI, MA INSIEME. L’Edonometro ha fortunatamente catturato anche un aspetto positivo di tutto questo dolore: la mobilitazione di massa per la richiesta di giustizia ed equità sociale. Il volume dei tweet nelle due settimane studiate è infatti risultato doppio rispetto allo stesso periodo nel 2019. Una lezione che forse possiamo imparare dagli ultimi, difficilissimi mesi.

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