Un S.O.S. per la chiesa di S. Chiara

Il complesso di S. Chiara rappresenta uno dei più importanti monumenti italiani, non tanto perché custodisce i monumenti funebri di Roberto D’Angio o della dinastia borbonica, bensì perché il 15 settembre 1973 si è celebrato il matrimonio di un napoletano benemerito: Achille della Ragione che impalmò donna Elvira Brunetti.

Meta obbligata per migliaia di turisti, ma versa purtroppo in stato di negligente abbandono, dai vandali che scrivono indisturbati sulle tombe, alle tante opere d’arte negate alla pubblica fruizione, nonostante un biglietto di ingresso di 6 euro da pagare per visitare anche solo il celebre chiostro.

Interi settori, dal refettorio alla sala Maria Cristina, sono in uso esclusivo di una università privata, altri come il coro delle monache o i chiostri minori chiusi senza motivo.

Il colmo è costituito da un capolavoro del Seicento napoletano: una Madonna delle Grazie di dimensioni colossali di Giuseppe Marullo collocata da anni in prossimità delle toilettes, alias latrine. E se fino a tempo fa poteva essere ammirata almeno da prostatici ed incontinenti, da mesi il luogo è riservato ai bisogni fisiologici dell’esiguo personale di servizio, che ignora l’importanza del dipinto.

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