Valente(PD):”Il Comune di Napoli oltre a essere un ente in pre-dissesto, da un anno ha fatto il proprio ingresso anche tra gli Enti Strutturalmente Deficitari.De Magistris sta portando Napoli allo sfascio.”

Siamo a un anno dalle elezioni amministrative che mi hanno vista candidata alla carica di Sindaco della mia città. Un anno fa il Sindaco de Magistris riempiva i canali televisivi, le pagine di giornali e i social di promesse che già allora avevo denunciato come irrealizzabili nella realtà. Purtroppo promettere il reddito di cittadinanza, un bonus di 600 euro al mese a tutti gli abitanti napoletani senza reddito, può creare aspettative false e viziare l’intera contesa elettorale.

Naturalmente di quei 600 euro nessuno ha avuto notizia, resta solo la promessa elettorale di un Sindaco che gioca a dividere i napoletani, istigando all’odio e alla violenza, in una città che avrebbe tanto bisogno di unità e inclusione.

Il 26 maggio scorso è stato approvato il rendiconto del Comune di Napoli. I numeri aiutano le riflessioni politiche al di là delle chiacchiere e delle rivoluzioni annunciate e proprio i numeri del rendiconto 2016, certificano il fallimento della Giunta de Magistris. Il disavanzo è aumentato, la liquidità è a livelli di allarme. La spesa, necessariamente ridottasi, non viene indirizzata verso i servizi ai cittadini e le esigenze dei più deboli, ma serve ad alimentare quasi esclusivamente la macchina politica e amministrativa. Eppure questa Giunta ha avuto enormi opportunità per risanare i conti. Dal fondo di rotazione per il riequilibrio finanziario al Decreto 35 per il pagamento dei fornitori, la Giunta de Magistris si è ritrovata con fondi straordinari per quasi un miliardo e mezzo di euro, ma ha sprecato questa occasione.

Il disavanzo, solo nell’ultimo anno è aumentato di mezzo miliardo, arrivando a 1,9 miliardi. Mai così alto da 25 anni, da quando il Comune di Napoli andò in dissesto. Davanti ad un tale disastro, la Giunta de Magistris ha sempre dichiarato di voler agire sul recupero dell’evasione fiscale. I dati, però, raccontano un’altra storia: la riscossione è sotto il 5%, stessa cosa per le contravvenzioni al codice stradale (circa il 20%) e per l’aleatoria alienazione degli immobili del patrimonio (meno 56mln), una delle tante chimere del Sindaco che quest’anno ha inserito nel bilancio l’irrealistica cifra di 173mln per la vendita degli immobili.

Il dato più politico che smonta la continua cantilena del Sindaco sull’impossibilità di agire a causa della mancanza di fondi, è quello che vede il Comune riuscire a incamerare solo il 53% dei trasferimenti messi a disposizione da Regione, Stato e UE; un dato che diventa molto significativo se lo raffrontiamo con quello di una città come Milano che invece riesce ad utilizzare il 92% dei trasferimenti. La cifra record, poi, di 3,3 miliardi di residui attivi, che misurano la capacità di riscuotere le entrate, desta una fortissima preoccupazione per l’immediato futuro. Il bilancio ormai è costruito per una percentuale elevata su voci di entrata teoriche. Altro dato allarmante è quello dei tempi di pagamento che in alcuni casi hanno superato i 500 giorni mentre due anni fa, grazie ai provvedimenti del governo, si era arrivati a pagare in soli 90 giorni.

Il Comune di Napoli oltre a essere un ente in pre-dissesto, da un anno ha fatto il proprio ingresso anche tra gli Enti Strutturalmente Deficitari: se non coprirà i costi dei servizi al 36%, i napoletani oltre al danno delle tariffe e tasse al massimo, subiranno anche la beffa di un’ammenda di ben 13 milioni di euro. Si taglia la spesa per scuola e diritto allo studio (meno 10 milioni) e quella per welfare, asili nido e infanzia (meno 15,4mln), mentre non cala quella per i servizi istituzionali.

Riguardo ai servizi pubblici la situazione è sotto gli occhi di tutti: dal disastro del trasporto pubblico al ciclo dei rifiuti, sostenuto solo grazie a una tassa tra le più alte d’Italia. Negli ultimi sei anni la raccolta differenziata, nonostante gli annunci demagogici di de Magistris, è aumentata di soli pochi punti percentuali e non è stato fato un solo passo in avanti sulla costruzione di un vero ciclo integrato dei rifiuti.

Il rimpasto di Giunta, varato pochi gironi fa, poteva essere l’occasione per una svolta e invece è stata solo un’operazione di potere. Di questo pass, si porta, irresponsabilmente, Napoli allo sfascio. E a pagare saranno irrimediabilmente ancora e solo i cittadini.

In questo mese la città si è ritrovata al centro di un nuovo scontro istituzionale, creato dal Sindaco de Magistris e dalla sua maggioranza, che ha assunto toni e modi inaccettabili. A Napoli si spara ancora, alcuni quartieri soffrono l’acuirsi della violenza camorristica che vede come protagonisti soggetti sempre più giovani. Davanti a18485503_1115112471926894_1405121853965409151_n questo fenomeno le istituzioni e le forze dell’ordine dovrebbero fare fronte comune, appoggiandosi e lavorando insieme per combattere e vincere la camorra. Purtroppo invece de Magistris, pur di rincorrere il consenso si piega ad una certa parte della sua maggioranza che attacca le forze dell’ordine che, invece, in città svolgono un ruolo fondamentale nella lotta ai clan.

In Consiglio Comunale ho chiesto alla Giunta quale fosse l’idea di legalità che avesse in mente, secondo quali canoni la declina, attraverso quali gesti concreti, questa amministrazione, mostra vicinanza ed apprezzamento per il lavoro importantissimo svolto dalle forze dell’ordine in questa battaglia contro la criminalità organizzata a partire dal rapporto con la Polizia Municipale. Ho sottolineato l’inconrenza di chi strizza l’occhio ai centri sociali che manifestano contro le forze dell’ordine e poi pretende che lo Stato vinca la battaglia alla criminalità.

Naturalmente nessuna risposta è arrivata dal Sindaco e dalla sua Giunta, che continuna sulla strada della divisione istituzionale e che, anche davanti ai fatti gravissimi delle stese della Sanità, continua a creare fratture sociali nelle quali provare a lucrare un po’ di consenso.

Per me Napoli è molto più importate di ogni interesse di parte e sono convinta che la lotta alla camorra non è ad appannaggio di una bandiera o di un’unica parte politica ma che, invece, bisogna schierarsi tutti dalla stessa parte, quello dello Stato, perché solo così si vince questa battaglia.

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