Venezuela, dai colloqui alle Barbados emerge una speranza di ripresa, al confine con il Brasile cresce la denuncia del traffico di minori.

Caracas, è trascorso del tempo tra i primi negoziati avviati fra il governo e l’opposizione del Venezuela, gli incontri in un primo momento si sono  svolti da a Oslo e  per poi giungere a tutt’ora  nell’isola caraibica di Barbados continuano nel quadro di un tavolo negoziale che «lavora in forma continua e veloce», le parti «hanno ribadito la loro volontà di avanzare verso una soluzione concordata e costituzionale del conflitto». A rendere nota la notizia è il Ministro degli Esteri del governo norvegese, Ine Marie Eriksen Søreide, che ha un ruolo di primaria importanza in quanto mediatore, sottolineando «l’importanza che le parti rispettino le linee guida stabilite per il processo, e che esse siano prudenti nelle loro azioni e dichiarazioni al fine di permettere che i negoziati possano produrre risultati». Jorge Rodríguez Mentre capo delegazione governativa e ministro della comunicazione, ha sottolineato di intravedere «punti di possibile accordo con l’opp osizione». Stalin González, vicepresidente dell’Assemblea nazionale (AN), ha ringraziato «a nome dell’opposizione la Norvegia per la sua disponibilità e collaborazione» e ha ribadito di «voler mettere fine alla sofferenza dei venezuelani facendosi scudo della Costituzione». Contestualmente, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (O.I.M.) ha riferito della presenza di presunti trafficanti di persone, in particolare di minori, nello stato brasiliano di Roraima, al confine con il Venezuela, dove al riguardo è in corso anche un’indagine della polizia federale locale. Yssyssay Rodrigues, coordinatrice dei progetti dell’Oim, ha affrontato il delicato problema parlando di «donne assediate per consegnare i loro bambini piccoli». Più di 30.000 venezuelani si sono radicati a Boa Vista, la capitale di Roraima, molti dei quali vivono in rifugi o direttamente in strada. La dolente problematica è già al vaglio degli inquirenti tant’è che il pubblico ministero federale ha dichiarato di aver ricevuto denunce di casi di bambini venezuelani acquistati pagando dai 200 ai 6.000 reais (da 50 a 1.500 dollari). Tra i provvedimenti adottati, l’arresto di una coppia a da un cittadino del Bangladesh e da una brasiliana mentre cercava di registrare come figlia una bambina venezuelana comprata per 2.000 reais (circa 500 dollari). Nel Paese da mesi regna l’incertezza e una stato di confusione, si auspica in una imminente e risolutiva conclusione dei colloqui che oltre a stabilire una condotta istituzionale al Paese possa ristabilire e rendere la dignità al popolo venezuelano che è stremato dalla immane fatica e privazione di ogni genere.

A cura di Raffaele Fattopace

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