Venezuela, forti tensioni con la Clumbia, Maduro schiera l’esercito lungo il confine colombiano.

Sembra destinato ad una continua e costante tensione, in quest’ultimo periodo si sono addensate forti tensioni con la Columbia tant’è che le autorità venezuelane hanno annunciato il dispiegamento dell’esercito alla frontiera con la Colombia. i militari mobilitati sarebbero oltre tremila, questo sembra essere il piano di allerta predisposto dal presidente Nicolás Maduro in risposta alle recenti aggressioni e minacce verbali che a suo parere sarebbero giunte da Bogotá. Nei giorni scorsi, Maduro aveva annunciato anche la predisposizione di un sistema missilistico di difesa antiaerea alla frontiera con la Colombia, all’interno di esercitazioni militari che si svolgeranno nei prossimi giorni, tutto porta a pensare che si tratterebbe più di una forma di  dissuasione più che esercitazioni contro i presunti rischi di un’eventuale invasione armata da parte della Colombia. Il rappresentante del governo venezuelano nella regione di Táchira, al confine con la città colombiana di Cúcuta, Freddy Bernal, in un comunicato stampa ha affermato che «oltre tremila uomini e donne della Forza armata nazionale bolivariana, sono in perfetto assetto operativo lungo il confine con la Colombia». Maduro nei giorni scorsi aveva mosso accuse contro Iván Duque omologo colombiano, di lanciare false accuse sul collegamento tra Caracas e gruppi armati dissidenti colombiani, nello specifico i guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale e il gruppo di dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia conosciute con meglio come F.A.R.C. che recentemente hanno annunciato il ritorno alla lotta armata. Secondo il presidente venezuelano, le accuse di Duque sono solamente un pretesto per «accusare il Venezuela di essere la causa di un conflitto che dura da 70 anni e permettere alla Colombia di «preparare una aggressione militare al suo Paese». Il presidente colombiano ha senza alcuna remora respinto al mittente ogni accusa e si è detto fermamente convinto di portare avanti questa battaglia sulla quale cercherà di coinvolgere «la comunità internazionale». Ha espressamente sottolineato il rispetto della Colombia per il territorio delle altre nazioni, confermando al tempo stesso ha che non smetterà di denunciare la protezione assicurata dal governo di Maduro sul proprio territorio ai terroristi colombiani. Alla televisione di stato, il presidente Maduro, nel corso di un intervento, ha anche dato la notizia in merito a Juan Guaidó leader dell’opposizione e presidente dell’Assemblea nazionale, si tratterebbe  dell’apertura di un’inchiesta giudiziaria. Sarà processato per «tradimento alla patria», un reato che prevede 50 anni di carcere, in merito alla questione del Territorio Esequibo. A difendere il leader dell’opposizione è stato difeso da Julio Borges, suo delegato per i rapporti esteri, che su Twitter ha scritto che la minaccia di carcere per il leader dell’opposizione da parte di Maduro è «una manovra per coprire il fatto che il chavismo nasconde narcoterroristi in Venezuela».

A cura di Raffaele Fattopace

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