Vilfredo Pareto: il saggio sull’economista-ingegnere presentato al Circolo della Stampa di Avellino

Un circolo della stampa gremito ha accolto la presentazione del saggio, edito da Linkomunicazione, di Bruno Gambardella: “Libertà, socialismo, democrazia. Il ‘cinismo sociale’ di Vilfredo Pareto”. Presenti all’incontro, oltre all’autore del libro, anche l’editore Silvio Sarno, il direttore de Il Ciriaco Claudio Papa e due illustri esponenti del mondo universitario campano che hanno coadiuvato, con spunti di riflessioni costanti, l’analisi di Gambardella: Giampaolo Basile (Unisa) e Angelo Di Falco (Sun). Vilfredo Pareto, ingegnere prima di tutto, ma anche economista e sociologo, offre uno sguardo lucido e disincantato a cavallo di due secoli traboccanti di passione ideologica.

Quello di Pareto è un messaggio in grado di andare controcorrente– ha introdotto Gambardellama può essere attualizzato da quanti, ancora oggi, non smettono di interrogarsi su tematiche scottanti quali socialismo, libertà e democrazia. Il suo- spiega- è un approccio di una mente lucida, da scienziato, a quanto non può essere quantificato per mezzo di numeri o spiegato con soluzioni pronte all’uso. Le elite che costantemente si susseguono l’una all’altra non sono impronta deterministica ma un costante rinnovamento che può non avere contorni definiti. Il socialismo, ideologia che non gli corrisponde, di cui non condivide i principi né tantomeno i fini, è analizzato con lo sguardo di chi intravede in esso una nuova affermazione di elite in grado di riuscire a cogliere le istanze provenienti dal basso, dalla società civile. Contestualizzare il concetto di liberalismo– prosegue– e farlo camminare di pari passo con quello di democrazia vuol dire riconquistare gli spazi di riflessione e di espressione di un singolo. Una propensione verso la libertà che dovrebbe tradursi in nuovi strumenti di partecipazione democratica. Grillo un precursore? Non condivido le modalità, ma ne colgo la provocazione. I social network potrebbero offrire nuovi spazi di riflessione democratica”.

A soffermarsi in particolar modo sul concetto di elite anche Silvio Sarno: “La distanza da ciò che vorremmo fare e quanto riusciamo effettivamente a realizzare sta nell’intelligenza e nella capacità di renderla esigibile attraverso meccanismi intellettuali, culturali, che non si traducano necessariamente in classi sociali. Pensare a un’elite, magari anche ricca, significa superare quel concetto di ascensore sociale che, bloccatosi in cima, non riesce più a carpire individui, spunti, elementi di riflessione. L’elite oggi dovrebbe essere in grado di avallare la meritocrazia e riequilibrare un meccanismo egalitario: mettere insieme sinapsi- sottolinea- connessioni e creare un valido supporto alla qualità. Come casa editrice non potevamo non scegliere un autore del territorio. E’ essenziale privilegiare quelle menti in grado di aprire nuovi spunti di riflessione. E lo sguardo di Gambardella è quello di chi si accosta a sviscerare nelle profondità un tema, per il solo gusto di arricchirsi e arricchire”.

Un Pareto che, comunque lo si voglia includere in una categoria concettuale, non smette di far parlare di sé per la sua passione irriverente e attenta, mai “agnostica” nelle risoluzioni offerte o pensate. “Egli si pone in antitesi alla sociologia e impone spunti del tutto differenti rispetto ai suoi predecessori– interviene il professor Di Falco, che si sofferma in particolar modo sull’analisi del momento storico di cui Pareto è protagonista. La democrazia riguadagna una sua accezione positiva solo in tempi recenti. Grazie a Pareto oggi si può ancora riflettere su un concetto che non sempre si accompagna a quello di libertà. Un concetto ha subito la passione ideologica, l’uso strumentale, la sua declinazione al trasformismo con Giolitti. Quando ancora si parla di Carta costituzionale europea e si fa astrattamente menzione alla democrazia come ‘governo dei popoli’– sottolinea- non si prendono correttamente in esame i termini della questione. Oggi va ridefinita sul grado di partecipazione che riesce a creare. E non è un caso che se ne avverta sempre più con forza un suo deficit a livello istituzionale”.

Sostenere che le elite– interviene in conclusione il professor Basile- sono in grado di agire sulle cause e sovvertire gli effetti economici e sociali fa riflettere. E’ come pensare a un ‘invisible hand’ in grado di regolare dall’alto i rapporti. Pareto si pone il problema dei contesti e impone un darwinismo economico che trascende nella teoria delle elite. Ma per me il concetto deterministico va rielaborato nell’ottica della complessità delle società. Il fenomeno di ‘sindacalizzazione sociale’ inteso come posizione della comunità rispetto agli ambienti e alle dinamiche potrebbe essere almeno un contrappeso alle elite”.

Pareto determinista, darwinista, precursore o eclettico? Uno studioso, sedotto dalla passione dell’ideologia ma mai avvinto da essa, in grado di offrire uno sguardo che va aldilà dell’ordinario. Una sfida rispetto a cui la casa editrice Linkomunicazione  non si è certo tirata indietro.

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