Violenza negli stadi. Il tifoso ministro Salvini:”Sospensione partite? Chi decide e con quale criterio?”

Il 16 dicembre si era fatto fotografare, sciarpa rossonera al collo, mentre dava il cinque a Luca Lucci, figura carismatica della curva del Milan che a settembre aveva patteggiato 18 mesi per la vendita di droga. Oggi il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha promesso di “sradicare” la violenza negli stadi in una conferenza stampa al termine della riunione straordinaria dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, svoltasi con il capo della polizia Franco Gabrielli e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Ma di chiusura degli impianti e allo stop delle partite per i cori razzisti non vuole sentire parlare.

“Ogni settimana ci sono 12 milioni ditifosi che seguono gli eventi sportivi e 6mila teppisti, da non confondere con i tifosi che sono il 99%. L’obiettivo è sradicare la violenza con ogni mezzo necessario”. Così il vicepremier Matteo Salvini al termine della riunione straordinaria dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, svoltasi oggi con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, i vertici dello sport e il capo della polizia Franco Gabrielli. “Contrario a stop partite per cori” “E’ molto scivoloso il tema della sospensione delle partite in caso di cori offensivi: rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Io preferisco prevenire e non lasciare potere di ricatto a una frangia minoritaria. E poi è difficile trovare criteri oggettivi per la decisione” ha  poi aggiunto Salvini.
Poi il mitico tifoso rossonero si è lasciato andare, come al solito:” Chi decide e in base a quale criterio oggettivo se sospendere una partita? Ricordo che in Milan-Juve i buu dei tifosi rossoneri erano per Bonucci – ha proseguito il ministro, tifoso rossonero – Chi decide se quella è discriminazione? Servono criteri oggettivi che in questo caso sono difficilmente individuabili, quindi sono contrario alla sospensione delle partite”.
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