ZAPPATORE E’ LA PRIMA PRODUZIONE DEL TRIANON VIVIANI,IN OMAGGIO A MARIO MEROLA NEL DECENNALE DELLA SCOMPARSA.

Zappatore è la prima produzione del Trianon Viviani, dopo il fermo delle attività durato due anni e mezzo, e nasce con lo scopo di rendere omaggio a Mario Merola nel decennale della scomparsa. Di qui la scelta da parte del direttore artistico Nino D’Angelo del titolo più significativo della carriera teatrale e cinematografica del «re della sceneggiata», nella versione in tre atti e quattro quadri di Enzo Vitale.

L’omaggio di questo allestimento, che vede le scene e la regia firmate da Bruno Garofalo, si riverbera anche nella ricca scelta delle canzoni, operato dallo stesso D’Angelo, che sottolineano i momenti chiave dello spettacolo, tra cui Passione eterna, Freva ‘e gelusia, Inferno d’ammore, Cumpagna mia e È bello ‘o magnà. Non mancano i divertenti duetti comici dei personaggi Stella e Fasulillo e ovviamente, nel finale, la canzone del titolo di Libero Bovio e Ferdinando Albano.

A vestire i panni di zi’ Francisco, ‘o zappatore, Francesco Merola. Mario, il figlio avvocato è Gianni Fiorellino. La coppia comica di Stella e Fasulillo è interpretata rispettivamente da Gina Perna e Massimo Salvetti.

Con loro in scena Rossella Amato, Antoine, Rossella De Blasi, Tiziana De Giacomo, Marianna Liguori, Diego Macario, Gennaro Monti, Valentina Nicolella e Lina Santoro.

Gli arrangiamenti sono curati da Enzo Campagnoli. I costumi sono firmati da Mariagrazia Nicotra e i movimenti coreografici da Enzo Castaldo. Luci di Gianluca Sacco e audio di Daniele Chessa.

Musica eseguita dal vivo da Gennaro Carbone (pianoforte e direzione musicale), Alfonso Pone (batteria), Emanuele La Rosa (chitarra) e Pietropaolo Veltre (basso).

  • mercoledì 4 gennaio 2017, ore 17:30
  • giovedì 5, ore 21
  • venerdì 6, ore 21
  • sabato 7, ore 21
  • domenica 8, ore 18

Trianon Viviani presenta

Zappatore

sceneggiata in 3 atti e 4 quadri di Enzo Vitale

tratta dalla canzone omonima di Libero Bovio e Ferdinando Albano

in omaggio al re Mario Merola nel decennale della scomparsa

sinossi

La sceneggiata è ispirata all’omonima canzone firmata da Libero Bovio e Ferdinando Albano. Il testo al quale fa riferimento la messa in scena curata da Bruno Garofalo è quello di Enzo Vitale, del 1953.

Zi’ Francisco e Filomena conducono una vita di sacrificî per permettere al loro unico figlio, Mario, di laurearsi in giurisprudenza e intraprendere la carriera di avvocato in città. Una vita in campagna a lavorare duramente solo per Mario e per il suo sogno, per la sua carriera e per la sua vita.

Ma una volta partito per Napoli, Mario taglia il “cordone” che lo legava alla famiglia e agli amici, compresa la bella Carmelina della quale sembra essere innamorato. Il giovane dimentica dove è nato e si lascia affascinare dalla vita cittadina. Conosce la bella Elvira e il suo mondo, così diverso da quello della campagna e del suo paesello.

Mario sembra dimenticare tutto e tutti in nome di una vita nuova che ripudia le radici.

I genitori non riescono a spiegarsi questo distacco improvviso e questa freddezza ingiustificata, mentre combattono con le difficoltà del lavoro e di una terra che non sembra ripagare i loro sforzi.

Andrea, proprietario terriero, ereditario dei lotti che lavora Francisco, pretende di essere pagato le mensilità dei raccolti arretrati, minacciando di ridurre i due contadini in miseria. Ma un indicente di percorso dà una sterzata decisiva ai dispiaceri: Mario e i suoi amici cittadini fanno una gita fuori porta e la loro auto si ferma nelle campagne vicino alla casa natale del giovane. Qui incontrano Fasulillo e Stella, lavoranti di zi’ Francisco. È il preludio dello storico incontro tra Mario e i suoi genitori ed è qui che il giovane avvocato ripudia la madre.

Questo episodio fa piombare Filomena e zi’ Francisco in una desolante disperazione fino alla malattia della donna. Ed è allora che Francisco ‘o zappatore decide di recarsi in città per parlare al figlio.

 

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