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La storia di Dries Mertens al Napoli: quel piccoletto predestinato !

Il 24 Giugno 2013 Dries Mertens diventà ufficialmente un giocatore del Napoli per € 9.480.000.  Il nome è abbastanza sconosciuto da queste parti.

Ma basterà qualche tocco, qualche carezza al pallone per capire che quella di Dries non sarà un avventura da panchinaro.

Il 25 Agosto 2013 Mertens subentra al capitano Hamsik per la sua prima apparizione con la maglia del Napoli. Sceglie il numero 14.

Il 14 nella smorfia Napoletana è O’ Mbriaco ( l’ubriaco), ma più che il belga l’ubriaco è chi deve marcarlo. Una furia.

Il 30 ottobre successivo, nella sfida Fiorentina – Napoli, da queste parti direbbero “Mertens si battezza”.Il belga infatti, in quella partita, segna la sua prima rete con la maglia del Napoli.  Il 3 Maggio 2014 vince il suo primo trofeo con il Napoli, la Coppa Italia a Roma contro la Fiorentina siglando il 3-1 col mancino che chiuse definitivamente i giochi.

Il suo carattere da professionista non lo avvicina mai a nessuna voce di mercato. Nonostante debba subire la presenza di Higuaìn e Insigne, la davanti. Ma il Belga subentra e fa la differenza. Segna quasi sempre ed il 19 Aprile 2016 sigla la sua prima tripletta in Serie A contro il Bologna. 

Il 21 agosto 2016, alla prima giornata dello scorso campionato, sigla una doppietta contro il Pescara subentrando sempre dalla panchina. Con un destro fulmina l’estremo difensore del Pescara e guarda fisso Sarri come a dire” Basta, mi sono stancato ora devo giocare!”.

Milik si infortuna. E Sarri decide che quel posto da prima punta spetta a Mertens. Il piccoletto predestinato. Mertens non fiata ed accetta.

Si scatena la furia belga. Una discesa di lava incandescente:

L’11 dicembre arriva la tripletta contro il Cagliari, 7 giorni dopo ne segna 4 al Torino con un pallonetto da sogno. Qualche mese dopo firma un’ altra tipletta al Bologna. Segna ovunque, da qualsiasi posizione e contro qualunque squadra. Ne segna 28 e si piazza al secondo posto nella classifica dei marcatori della Serie A.

Ma sarà stato un caso?

Si puo’ chiamarlo caso uno che segna con questa continuità? Si, puoi chiamarlo caso basta che subito dopo scrivi raro.

Mertens che con il pallonetto siglato stasera alla Lazio ha dimostrato che davvero chi ancora pronuncia “falso nove” in merito alla sua posizione di calcio capisce ben poco.

Un caso si, ma raro. Quel piccoletto predestinato.

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