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Bruno Donzelli nel mondo NFT: i “Frammenti impertinenti” diventano opere di Cryptoart

Approda alla CryptoArt anche Bruno Donzelli. L’artista napoletano di levatura internazionale, che da decenni ha scelto di vivere a Caserta, entra di diritto con i suoi “Frammenti impertinenti” nel nuovo mondo dei token non fungibili (NFT). Venerdì 14 alle 20 il suo primo curated drop, ovvero la vendita di opere digitali selezionate da curatori, sul marketplace World of V, la piattaforma mondiale dedicata ai protagonisti della CryptoArt. Per vedere già da ora il profilo dell’artista e le prime quattro opere che saranno aggiudicate clicca qui.

Il profilo di Bruno Donzelli e il suo primo drop sono a cura di Arterrima, che è il nome che si sono attribuiti Pietro Battarra e Antonello Ricciardi, due giovani art curator casertani, esperti in NFT e blockchain.

I “frammenti impertinenti” di Bruno Donzelli nascono come opere fisiche di piccolo formato. Ma proprio per la scala ridotta l’artista riesce a sintetizzare e condensare tutto il fascino di un ironico e fantastico attraversamento dell’arte del secolo scorso.

I colori brillanti cari all’artista raccontano un viaggio che parte dalle avanguardie storiche del ‘900 rivisitate alla sua maniera, giocando con i temi del surrealismo, del futurismo, passando per l’informale, l’astrazione, fino ad arrivare alla pop e alla street art. Tutto viene interpretato e raccontato nello stile di questo colto e al tempo stesso impertinente costruttore di immagini.

Bruno Donzelli

Dunque, dietro ognuna delle opere virtuali di Bruno Donzelli c’è alle spalle lo stesso lavoro in versione physical. E la novità è che l’opera “Viaggio con Miró” verrà proposta in edizione limitata come NFT in copia unica e in più sarà in vendita associata alla tela “fisica” che ha generato quell’immagine.

Non solo. Ma ci sarà anche un’ulteriore innovazione a conferma di quanto rivoluzionaria sia la CryptoArt. La tecnologia, infatti, non solo permette all’arte digitale di scaturire dal mondo fisico, ma ha anche la capacità di modificare il sistema stesso dell’arte materiale.

Così la tela dipinta dalla mano di Bruno Donzelli, l’opera generator del relativo NFT, sarà tracciata come pezzo singolo sul blockchain con un microchip. Questo consentirà all’opera reale di non subire attacchi da parte di falsari, perché l’autentica non consisterà in un allegato cartaceo, ma in un sistema digitale capace di garantire la tracciabilità e l’unicità di quella e solo di quella opera.

 

 

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