CARCERE E COVID. VI RACCONTO LE COSE FATTE DA GARANTE IN UN ANNO PIENO DI EMERGENZE E DISCRIMINAZIONI.

Le limitazioni e la forte riduzione dei contatti in presenza a seguito dall’emergenza Covid 19 in Campania hanno richiesto un intervento di riorganizzazione delle attività del mio Ufficio. Nel periodo di tempo compreso tra gennaio e dicembre dell’anno 2020, sono stati effettuati complessivamente 1.292 colloqui, numero di poco inferiore a quello svolto nell’anno precedente. Sul versante delle attività sono pervenute 1.252 richieste di intervento, delle quali, 720 giunte attraverso la segnalazione della Direzione degli istituti di pena, 453 tramite lettere dai detenuti, 42 attraverso e-mail dai familiari e 37 e-mail da parte di avvocati, e dal terzo settore. Nel rispetto delle norme anti Covid, ho ricevuto in sede 210 persone. I casi affrontati riguardano questioni sanitarie, rapporti con l’area educativa, supporto a richieste di trasferimento, informazioni rispetto al proprio status legale, contatti con gli uffici di Sorveglianza, accesso ai servizi anagrafici e sociali e richieste di intervento nella vita quotidiana del carcere. Non mancano denunce di abusi e maltrattamenti, ove circostanziate, segnalate alla Procura della Repubblica. Sono stati realizzati in collaborazione con l’Osservatorio regionale sulla vita detentiva gli opuscoli tematici: Covid e Carcere in Campania e Quaderni di ricerca, sui temi dell’affettività, suicidi e minori.

In coordinamento con i garanti territoriali, della provincia di Avellino e di Caserta e della città di Napoli, sono stati realizzati periodici momenti di incontro e di attività congiunta, come quello dell’appello ai Procuratori della Repubblica dei vari Tribunali provinciali e alla Magistratura di sorveglianza circa l’emergenza sanitaria negli Istituti penitenziari.

Riguardo alla situazione della popolazione detenuta in Campania, al 28 febbraio 2021, nei 15 istituti penitenziari per maggiorenni e nell’istituto penitenziario militare di Santa Maria Capua Vetere, ci sono 6570 detenuti, di cui 149 semiliberi, a fronte di una capienza regolamentare di 6156, una riduzione di 1132 ristretti rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel corso dell’anno in ogni Istituto penitenziario sono stati sostenuti da questo ufficio progetti destinati ai ristretti, realizzati dalle associazioni e cooperative iscritte alla Short-list di collaborazione con l’ufficio del Garante.

Di particolare rilievo: negli Istituti di Poggioreale, Secondigliano e Fuorni, è stato attivato uno sportello informativo/orientativo condotto da mediatori culturali a cui hanno aderito complessivamente 167 detenuti stranieri; e il progetto promosso nell’Istituto Penitenziario Militare di Santa Maria Capua Vetere (CE) sullo sport, esempio di carcere dalle dimensioni “umane”.

La realizzazione del progetto di Cassa delle Ammende per l’accoglienza di detenuti, detenute madri con figli e giovani adulti dai 18 ai 25 anni senza fissa dimora, in data 20 marzo, 15 persone hanno trovato accoglienza e un futuro possibile presso le cooperative e associazioni partner dell’iniziativa. In fase di realizzazione il progetto di inclusione socio lavorativa attraverso attività di formazione, destinato a 700 detenuti e internati con una pena residua inferiore ai 24 mesi e alle persone in carico all’UEPE.

Per quanto attiene il primo semestre del 2020, la diffusione del contagio non ha raggiunto numeri importanti nell’ambito detentivo. Nel corso del secondo semestre invece, il crescente numero dei contagi ha comportato, in alcune realtà (Secondigliano, Poggioreale, Carinola) profonde riorganizzazioni e limitazioni. Il numero delle vittime per Covid-19 sono: 5 detenuti, 6 agenti di polizia penitenziaria e un operatore sanitario. In accordo con quanto promosso dall’Osservatorio Permanente sulla Sanità penitenziaria, il mio ufficio ha sollecitato l’avvio e l’incremento della campagna vaccinale per operatori e personale penitenziario e detenuti nel mese di marzo 2021.

Il mandato da garante prevede l’approfondimento delle altre forme di privazione della libertà. Per quanto riguarda il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), in collaborazione con l’Associazione ‘Psichiatria Democratica’ è stata realizzata una pubblicazione nel gennaio 2021 dal titolo Report: Trattamento Sanitario Obbligatorio e Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza nella quale si evince la contrazione del 15% dell’offerta di posti letto nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (S.P.D.C.) a seguito della pandemia. Sono stati realizzati incontri presso gli S.P.D.C. dell’Ospedale del Mare (ASL Napoli 1 Centro) e di Solofra (ASL Avellino); presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Napoli 2 Nord; infine, presso il Tribunale di Avellino e Benevento per provvedere alle interviste dei Giudici Tutelari che si occupano di validare il TSO e la creazione di un Data Base. Nel mese di gennaio 2021 solo presso il presidio SPDC dell’Ospedale del Mare il numero dei ricoveri è stato di 68 persone: 4 ricoverati da dicembre, 18 in seguito a TSO, e 44 in seguito a TSV.

Quanto alla situazione delle REMS sono state effettuate visite presso la struttura di Calvi Risorta (CE) e quella di San Nicola Baronia (AV), entrambe pienamente occupate nei 20 posti disponibili. La capienza delle strutture non permette di soddisfare le necessità di coloro che si trovano presso gli istituti penitenziari o presso le loro abitazioni (a gennaio del 2021 risultano in lista di attesa 79 persone, di cui 18) negli istituti penitenziari), e i diffusi ritardi nelle decisioni della magistratura di sorveglianza non consentono la celere accoglienza presso le diverse strutture presenti sul territorio, prolungando notevolmente l’assenza di adeguate cure a chi soffre di gravi patologie psichiatriche.

Garante Regionale della Campania Prof. Samuele Ciambriello

Potrebbe piacerti...