CIAMBRIELLO:” LA NOSTRA E’ UNA REPUBBLICA AFFONDATA SUL LAVORO. POVERTA’ E DISEGUAGLIANZE SONO DIFFUSE E NON C’E’ RIVOLTA SOCIALE!”

Primo maggio, non festa del lavoro, ma della memoria del lavoro del lavoro che non c’è! Un primo maggio doloroso.  I dati Istat certificano durante la pandemia, una perdita di 900mila posti di lavoro. Stiamo affrontando la prova più dura dopo la guerra mondiale. Questa nostra Repubblica appare sempre più “affondata sul lavoro”, ai suoi giovani. La povertà si è fatta più diffusa e la politica “parolaia” cinica e pavida che fa?  E anche sulla sicurezza una grande rimozione politica. Chi parla più di disoccupati, esodati, cassintegrati e precari. E’ la festa amara di medici e infermieri, di risorse negate,di straodinari non retribuiti, di carenze di personale,di poche risorse sulla ricerca e sulla medicina di base. Bisogna accellerare la riforma degli ammortizzatori sociali. La crisi della pandemia ha mostrato come questo sistema da noi è troppo frammentato e poco flessibile.

Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci e per essere all’altezza del nostro compito nel mondo. Occorre rendere visibile gli invisibili nella convergenza delle lotte. Sono purtroppo aumentati i lavoratori con retribuzioni insufficienti, sono un milione mezzo, una situazione che colpisce soprattutto partite iva e operai. Regna un sistema generalizzato di diseguaglianze che si riflette nella diversificazione della qualità dei beni e dei servizi che il capitalismo dà da consumare. A milioni di persone basta l’aperitvo e il coprifuoco alle 23!!!

Aggiustiamo l’ascensore sociale guasto di una generazione, perchè la nostra torni ad essere una Repubblica fondata sul lavoro, come era l’auspicio dei nostri padri Costituenti.

IL LAVORO PRIMA DI TUTTO. La quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società.

Il lavoro genera condizioni stabili per l’uscita dal bisogno e dalla povertà. Resta il centro di ogni patto sociale. La mancanza di lavoro uccide, perché genera un’economia dell’esclusione e della inequità e produce inevitabilmente conflitti sociali.

Ci hanno tolto i sogni, I DIRITTI, la speranza e la rivolta sociale. Recuperiamoli.

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