Ciambriello:” No al pensiero unico di Draghi e dei condottieri ai vari livelli. Nessuno canta fuori dal coro? In campo il porta a porta e la strada!”

Diciamoci la verità: Il Governo Draghi e il Parlamento di miracolati, ormai sono luoghi dell’allineamento e non della discussione dialettica. Eppure i partiti, i sindacati e le forze sociali dovrebbero prendere atto di certi mutamenti e coglierne opportunità e limiti. Si torna solo a disquisire di alleanze e moderati, della disfatta di Salvini e Meloni, di un Governo senza Salvini, del traslogo di Draghi al Quirinale.

Il sale della democrazia è anche controllare il potere, sottoporlo a critica, tallonarlo perchè non brilli nel vuoto. Siamo alla ricerca di qualcuno che canti fuori dal coro! Che pensi con la propria testa, anche contraddicendo l’andazzo e il silenzio complice e pavido dei propri compagni di partito o dei condottieri del suo partito o Movimento? Vige il pensiero unico, nessuno ascolta i consigli di chi dissente. E gli Intellettuali dove sono? E i giornalisti giornalisti cosa scrivono o pontificano in TV?

Nessuno parla dell’astensionismo alle amministrative, di mettere in campo un canale di rappresentanza con le proteste di piazza, delle nuove povertà e diseguaglianze venute fuori con la pandemia, nessuno parla del diritto al lavoro, delle morti sui luoghi del lavoro. Occorre insistere sui temi sociali e civili. La politica sta vivendo uno dei suoi momenti più bassi, ecco perchè i saluti romani, i disordini di piazza e squadrismo la fanno da padrona, ma anhe autoreferenzialità e silenzi rispetto a Draghi che sembra l’unica visione possibile che fabbrica idee. Non scherziamo!

Quello che non accetto è dichiarare traditore o peggio congiurato chiunque dia fastidio, dissente o contraddice la linea comune, ufficiale, dell’uomo solo al comando, ai vari livelli Istituzionali, dal sindaco del più piccolo comune, ai Presidenti di Regione, al Governo nazionale, ai segretari nazionali di partito e a quelli provinciali, o portavoce locale.

Il Pd,i Cinquestelle, la sinistra governativa e il civismo locale vogliono mettere su un laboratorio politico che alle prossime politiche lasci all’addiaccio sovranisti e destre nostalgiche o progressiste. Incomincino subito a non ridursi all’ossequio del capo, alla denigrazione degli avversari politici. Per non essere condannati ad una vita grama e di stenti devono coniugare subito, ai vari livelli, radicamento territoriale e radicalità di scelte, non essere succubi della rete e dei social, ma del porta a porta e della strada.

Si la strada, dove si svolge il dramma della vita, dove ogni uomo riscopre il senso del proprio esserci, intriso di gioia e speranze, di dolore e sofferenza. Così si costruisce il bene comune, in cammino con le persone.

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