CIAMBRIELLO:”SOVRANISTI, POPULISTI E MOROTEI. LA POLITICA NON DORME BEATA SOTTO LA COPERTA DEL COVID!”

Celebrare questi 75 anni  di repubblica serve  a rammentare agli italiani, e soprattutto alle nuove generazioni., quanto sia necessario custodire il patrimonio di libertà e di democrazia che questi anni rappresentano.Chi pensa che la politica dorma beata sotto la coperta del Covid si sbaglia di grosso.

Se la logica populista aveva deciso di attaccare, un po’ come un virus, il mondo della politica istituzionale in chiave comunicativa, era in poche parole più che lecito aspettarsi che l’eventuale “vaccino” sarebbe stato sulla medesima lunghezza d’onda. Sembra una cosa buona essere sovrani a casa propria!La destra ha in questo momento il vento della storia nelle vele, a meno che nelle prossime amministrative il vento riformista non dia una scossa. Andiamo con ordine.

Da qualche anno – assistiamo al formarsi di una bolla mediatica che persegue il cambiamento del senso comune ridisegnando il campo politico nella contrapposizione tra “responsabili”, rispettosi delle compatibilità e ben attenti ai cavalli di frisia del possibile , e “populisti”, in preda al complottismo e ossessionati dal moralismo astratto; quindi propugnatori della fuga nel vogliamo tutto subito più irrealistico.

Dopo aver iniziato la litania “prima il Nord”, è scattata l’ora del “prima gli italiani.” Insomma la riduzione dell’ideologia sovranista che rompe l’unità nazionale contraddicendo i principi a cui dice di ispirarsi.
Il Sovranismo nasce soprattutto come rimedio, certo sbrigativo, un pò rozzo, alla mortificante stasi, all’inseguimento  della “terra promessa”, all’inconcludenza e all’ammuffimento di una certa sinistra.

Perché questo nome, “sovranismo”, è un sepolcro imbiancato.

La mutazione, a ogni modo, nel Movimento cinque stelle ha un senso politico reale: la ricerca di una collocazione moderata, propria di un partito centrista e “sistemico”, magari in previsione del definitivo procedere della leadership di Conte. Si chiama realismo: Di Maio prende atto del nuovo scenario e ci si adatta.

E in fondo è molto “moroteo” quel che accaduto. L’attraversamento delle istituzioni, la “costituzionalizzazione” si sarebbe detto una volta ha fatto esplodere le contraddizioni del Movimento.

Il Governo, con il PD spettatore, abbandona sempre più il Mezzogiorno alla sua emarginazione sociale ed economica. Sovranismo e populismo coincidono.  I sostenitori della democrazia liberale, schierati su una linea europeista, riformista e garantista, di fatto, come quella del PD, dovrebbero aumentare i consensi,soprattutto al Sud, ma ciò non avviene. Il miracolo Puglia e Campania dovrebbe insegnare qualcosa ai colonelli romani, o no?

Diciamo subito che l’antimeridionalismo che fa leva sul malessere e la paura delle persone, non si può battere con il populismo di Governo, ai vari livelli, delle narrazioni, delle battute ad effetto, delle promesse quotidiane. Populismo è far credere al popolo che i suoi difetti sono virtù: avidità e paura prima degli altri. Il Populista è conservatore, ha paura delle novità, è l’esatto contrario sia del riformista che del rivoluzionario.

La crisi economica dell’ultimo decennio, oltre a spazzare via i cascami di quei fantasmi che hanno infestato per vent’anni la scena politica italiana – berlusconismo e antiberlusconismo – ha innescato una serie di richieste democratiche dal basso: più rappresentanza, più uguaglianza di reddito, più formazione, più accesso alle risorse, più diritti civili. Il rpimo dato politico è che, almeno stando ai numeri, il sovranismo italiano scoppia di salute grazie anche alla tenaglia in cui ha stretto le forze moderate e progressite.

A forza di vivere solo per sè e i propri elettori si spegne una nazione, deperisce una comunità.

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