DE MAGISTRIS SINDACO NARRATORE E PAROLAIO, HA GIOCATO DI RIMESSA E A FARE L’OPPOSITORE A TUTTI.

Povero Luigi De Magistris è sotto pressione,dopo dieci anni di narrazioni,vuole “trovare un senso a questa storia/anche se questa storia un senso non ce l’ha”. Si affida un pò alla psicopatologia ,un pò alle scomuniche. Il suo populismo e quello di una sinistra governativa,in salsa napoletana,frutto di un papocchio elettorale, e dalle nefaste primarie,hanno condotto la città di Napoli ad isolarsi dalla Regione,dal Governo nazionale e dall’Europa.   Ha dimenticato che è stato sindaco di minoranza e mandato via tanti assessori,credo 22,come due squadre di calcio, solo nei primi cinque anni,poi altre decine successivamente,e non ne parlava mai in tv. Con lui gli assessori avevano un contratto a tempo determinato,ma con la scadenza non si programma nulla,si comanda solo! Ma ha idea di quanto serva con i cittadini ed una giunta un cambiamento? Eppure c’erano anche tecnici straordinari nel loro campo,che lo hanno lasciato.Tecnici scesi in campo non per la sirena De Magistris ma per costruire il bene comune della città,che ambivano a costruire il rapporto tra Napoli e l’intero Paese,che volevano spendere i finanziamenti regionali ed europei. Lui comico-gerarca ha saputo  solo punire, espellere, controllare. A Napoli si fa strada un progetto collettivo per eliminare il mostruoso debito accumulato dal Comune,è in movimento una articolata aggregazione che con autorevolezzaa, forza e coraggio può tirar fuori dalle secche di gestioni a dir poco scriteriate. Una svolta riformista.
Ma torniamo al sindaco narratore e giustizialista.
 E’ definito “parolaio!” Per un anno su alcune TV locali ed una radio partigiana ha fatto solo comizi.,non ha considerato critiche e dubbi sul suo operato, non ha risposte a domande. Non si accorgeva che Napoli arretrava, si isolava. Lui gioca di rimessa,continua a fare l’opposizione a chi era al governo della città prima di lui.
La politica è un osso duro con cui confrontarsi. Tanti nemici,tanti poteri forti, compreso i rovistatori nei cassonetti. Che vergogna!
Una sola domanda: puoi dire pubblicamente le cose fatte rispetto al tuo programma di cinque anni fa?
Io voglio sapere dei parcheggi, del traffico, delle buche, dei trasporti, delle politiche sociali, delle periferie, della sicurezza, dei vigili in strada,dei costi della tassa sui rifiuti,dell’integrazione socio-sanitaria,dell’impresa culturale…Napoli può essere il riferimento di una nuova politica riformista.
Interrogato il morto,il morto non risponde. Ecco chiudo ancora con Vasco Rossi,tuo fratello permettendo,:”voglio trovare un senso a questa storia/anche se questa storia un senso non ce l’ha!”

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