DE MASI:”LEGGENDO IL TUO LIBRO CARCERE AMICO SAMUELE EMERGE CHIARAMENTE IL TUO CARISMA. NON FARTI SCORAGGIARE DAI BUROCRATI.

di Alfredo De Masi

La lettura del tuo libro “Carcere”, amico  Samuele Ciambriello, edito da Rogiosi, mi ha messo in crisi, perché ho scoperto che non sono il solo Operatore “misericordioso con i detenuti”, ma che c’è un piccolo esercito di Cirenei che aiutano a portare la croce ai poveri cristi ristretti nelle carceri. Tu sei uno di quelli, anche ora che sei il loro Garante legale.

Mi devo congratulare con te, anche per la brillante traduzione che fai di “carcere” in “cercare”. La tua comprensione per la sofferenza dei detenuti traspare da ogni riga del tuo scritto; ma mi piace soprattutto sottolineare la tua affermazione che va condannato il male, ma va amato il malfattore, specialmente se ha preso coscienza del suo errore. Ogni Operatore dovrebbe avere simili sentimenti empatici vero chi soffre la privazione della libertà e la mancanza di futuro. Solo col carisma del servizio si può instaurare una relazione significativa con un detenuto. Mi rammarico di non averti reincontrato prima: son sicuro che la mia voglia di “liberazione” dei detenuti, ne avrebbe tratto grande vantaggio. Il tuo carisma emerge chiaramente quando parli dei “fratelli detenuti” e non ti contenti di elencare i loro problemi, ma vai al cuore della loro sofferenza, entri dentro la loro “solitudinee riconosci il fratello e il Cristo sofferente. Hai ragione, per rendere umane le carceri; più che i grandi investimenti, ci vuole un esercito di “Educatori del Disagio”, Buon Pastori e Buon Samaritani Purtroppo, invece, sui portoni delle attuali carceri dovremmo scrivere: ‘lasciate ogni speranza voi che vi entrate!” Infatti è molto triste dover costatare che il carcere ancora ruba la dignità e la speranza a chi vi entra. Il rispetto della persona di chi è “dentro”, purtroppo, fin’ ora è garantito solo da qualche Operatore coscienzioso. Solo con  però, si può vincere le resistenze di chi difende il suo diritto ad esistere, Bisogna ricordare che il Figliuol Prodigo, sotto la maschera dei duro, c’è sempre una persona che anela a tornare alla casa del padre, In chiusura, voglio rivelarti un mio sogno: vorrei che la “governance” delle carceri fosse affidata esclusivamente a educatori e psicologi carismatici; vorrei che crollassero i muri e blindati che separano i ristretti dai cittadini liberi. Invece mi tocca constatare che l’équipe trattamentale attuale non solo è carente, ma anche tenuta ai margini.

Caro fratello dei detenuti e mio, continua nella tua opera di misericordia con i detenuti, senza mai farti scoraggiare dalle difficoltà dell’Ordinamento, né dai burocrati del trattamento.

Tuo fratello Alfredo De Masi; Psicologo del trattamento penitenziario per 34 anni..

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