LA DROGA DI STATO. UN AZZARDO VERGOGNOSO.MA DRAGHI E COMPANY SI SONO ARRESI ALLE LOBBY? LE MAFIE RINGRAZIANO.

L’Italia è un Paese di scommettitori.Trenta milioni di giocatori occasionali,un italiano su due.Due milioni e mezzo di giocatori problematici, a rischio dipendenza. E almeno settecentomila giocatori patologici,di cui venticinquemila in cura. L’epidemia dal gioco d’azzardo non si arresta e cresce al crescere della crisi.Impoverimento ulteriore, usura, indebitamento, solitudine, frantumazione delle relazioni familiari ed affettive,portando un pò di criminalità in più. Lazio e Campania ai primi posti. Gira un rapporto sconvolgente che ho letto su Passaparola magazine. Il rapporto si concentra anche sui principali attori del settore a livello mondiale della quota di mercato globale Software di gioco d’azzardo online, sulle pubblicità ingannevoli. Una potenza di fuoco, altro che gioco lecito. Anche in questo mondo investono le mafie.

E  da noi si incomincia a parlare di “sala” da gioco, non di bisca, pulite, ordinate, a norma, per evitare contagio da Covid, insomma sicure e sorvegliate! Che bello questo maquillage lessicale.

Piccoli imprenditori che avendo chiuso riceveranno indenizzi, ristori!

Inoltre il gioco d’azzardo beneficerà, che scandalo!,di attenzione nel Pnrr, con incentivi e sovvenzioni per le ripartenze.

Il mondo del volontariato, di chi ha una coscienza civile, di chi lotta contro tutte le dipendenze e l’usura, non fanno passare sotto silenzio questo ennesimo capitolo di impostura e di investimento nella droga di stato. Ma in parlamento qualcuno alzerà la voce? Al Governo qualche partito o ministro eviterà di arrendersi alle lobby? ll gioco d’azzardo ha assunto dimensioni rilevanti anche nel nostro Paese e ciò ha portato a riflettere sul rischio per molti soggetti (soprattutto quelli più vulnerabili) di una vera e propria dipendenza comportamentale (Disturbo da Gioco d’Azzardo – DGA), con gravi disagi per la persona, non solo per l’incapacità di controllare il proprio comportamento di gioco ma anche di poter compromettere l’equilibrio familiare, lavorativo e finanziario, fino all’indebitamento o all’assoggettamento a tassi usurai presso la criminalità organizzata. Indignarsi non basta più.

 

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