Vito Nocera:” Bisogna saper perdere. Ho perso anch’io che da anni ho teorizzato lo strappo di Bassolino col PD e il centro sinistra:”

Sono diversi invece quelli che hanno perso e pateticamente fingono di aver vinto.
Intanto hanno perso le destre nel loro insieme, non mi dilungo ne avevamo già accennato nei giorni scorsi, sembravano in preda a una sorta di cupio dissolvi. Non si sono fatti mancare niente pur di essere sconfitti.
Ovviamente a perdere di più, almeno sotto il profilo dell’immagine, e’ la Lega. Che pure – poi vedremo meglio i voti – in tanti centri medi e piccoli del centro nord alcuni risultati li ottiene.
A destra pare perdano meno quelli di Fdi, che anzi in luoghi centrali – basti pensare a Roma – hanno risultati importanti.
Anche il movimento di Berlusconi a destra regge meglio. E’ ormai la terza gamba del centro destra, quella senza la quale Salvini e Meloni non avrebbero speranze di vincere le prossime politiche.
Dall’altro lato pare che tutto sia andato in gloria ma non e’ affatto così.
Non so sui voti reali, vedremo poi, ma diversi risultati intanto danno la palma al pd e a Letta.
Non tutto sembra brillare – in qualche caso hanno tanti voti in altri meno – ma intanto, con la retromarcia di quasi tutti gli altri – appaiono, e sono, al momento i vincitori.
Molto meno vincitore, anzi perdente, e’ invece il M5s di Conte.
Perdente due volte: perché quasi ovunque raccoglie scarsi consensi e perché il combinato disposto col successo di Letta consuma le ultime speranze dell’avvocato di essere il leader di tutta l’alleanza e, nel caso di vittoria alle politiche, di tornare premier.
Nel m5s si terrà una dura battaglia e non sorprenderebbe se all’ex premier non dovesse restare neppure la sola guida del movimento.
Mentre lui abbracciava Manfredi per fingere una vittoria che non e’ sua, la Raggi rivendicava a Roma orgogliosa la sconfitta. E quel suo 20% circa dal quale muovera’ la sua battaglia di autonomia dai poli.
Tra chi ha perso, nel mio piccolo, mi ci metto anch’io.
Ho teorizzato da anni il possibile strappo di Bassolino col PD e col centro sinistra.
Non ero certo chissà quanto ottimista ma speravo – come ho scritto – in un risultato a doppia cifra che invece è stato solo sfiorato.
Credo sia giusto e utile interrogarsi su ciò che non si è capito.
Naturalmente la performance di Antonio resta interessante, grande classe e grande cuore.
E la stessa percentuale, se dimensionata sull’obiettivo più realistico di una proposta politica a sinistra del PD, e’ tutt’altro che trascurabile.
Del resto, a sinistra, ci sono risultati di pochi decimali che si spacciano per vincenti per il solo fatto (Conte fa scuola) di starsene confusi in certe alleanze oceaniche.
E invece anche da questa parte – come anche il voto in Germania insegna – senza una terza gamba vincere alle politiche non sara’ facile.
Puo’ sembrare un paradosso ma questa terza gamba a sinistra potrebbe nascere dai “migliori perdenti” , appunto Bassolino ma anche, ci piaccia o no, gli stessi De Magistris e Clemente.
Ma ne riparleremo.
Intanto riposizionare l’attenzione al Paese, ai suoi guasti profondi, soprattutto al mondo del lavoro contemporaneo e alla ricostruzione di un disegno e un blocco sociali, senza i quali nessuna rappresentanza può avere un futuro.
La storia non finisce.

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