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Il Garante campano nel carcere di Carinola: «il teatro è un’occasione di riflessione. Per la funzionalità della struttura è necessario incrementare il numero di agenti penitenziari»

Il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, oggi, si è recato in visita alla Casa di Reclusione di Carinola. Durante la mattinata, ha assistito ad una rappresentazione teatrale, tenutasi all’ interno del penitenziario, organizzata dalla Compagnia amatoriale napoletana “Terapia d’urto” con la regia di Tiziana Laltrelli.

Varie le tematiche abilmente portate in scena, tra cui la famiglia, l’amore, l’avidità, la diversità e il pentimento di un uomo e il suo desiderio di ritornare sui propri passi.
«Queste lodevoli iniziative offrono sicuramente un’occasione di riflessione, di meditazione per ciascuno di noi e soprattutto per coloro che, in quanto ristrettì, non devono mai abbandonare l’idea e la fattività di una ripartenza diversa da quella originaria. Dopo il verbo amare, il verbo ricominciare, ripartire, è fondamentale», così dichiara il Garante Ciambriello a termine della manifestazione teatrale.

Garante

 

La Casa di Reclusione di Carinola ospita attualmente 380 detenuti e, fortunatamente, nessuno di loro è affetto da COVID. Il garante ha effettuato diversi colloqui con i ristrettì medesimi. É rimasto, peraltro, a pranzo nella struttura carceraria e ha avuto modo di rilevare che, a tutt’ oggi, è in atto un’astensione del personale di Polizia penitenziaria dalla Mensa Obbligatoria di servizio.

 

 

 

«Una forma di protesta per la grave carenza di personale. Sono, infatti, attualmente in servizio 156 unità, mentre dovrebbero essere impiegate, in base a quanto rilevato dall’ultima commissione, che si è occupata della revisione delle piante organiche, 290 unità. È auspicabile, quindi, per la funzionalità della struttura, che i competenti uffici operino le necessarie verifiche e adottino i conseguenti provvedimenti, prima che accadono fatti incresciosi o eccezionali», così, all’uscita del carcere, dopo la visita, Samuele Ciambriello, Garante campano dei detenuti.

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