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Il Mes apre una rottura tra Pd e M5s. Conte prende tempo. Quali sarebbero i rischi?

Il governo rischia di cadere sul Mes? “Finiamola con il no ideologico al Mes, altrimenti il governo rischia davvero”: è quanto dice il senatore 5 Stelle Primo Di Nicola, in una intervista oggi a “Repubblica”. Di Nicola esprime una posizione diversa da quella del suo partito: “Questo strumento – spiega – non è più quello che ha portato allo strangolamento della Grecia. Oggi l’unica condizionalità è legata all’utilizzo in ambito sanitario per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Certo, c’è da aspettare che le regole del Mes vengano definitivamente scritte, ma Dio solo sa quanto bisogno abbiamo di quei 36 miliardi. Mi chiedo: se ne abbiamo bisogno e dovesse rivelarsi conveniente, perché no?”.

“Per adesso il premier Giuseppe Conte dice che il Mes non serve. Abbiamo fiducia in lui”: è quanto dice al Corriere della Sera la viceministra dell’Economia Laura Castelli, del Movimento 5 Stelle. Sul prestito Mes da 36 miliardi per la Sanità il segretario del Pd ha lanciato ieri dalle pagine del Corriere una sorta di ultimatum ai 5 Stelle: “Basta tergiversare”, dice Nicola Zingaretti. “Non stiamo rinviando” ribatte Castelli. “Il tempo viene usato per fare quello che serve”. A settembre scriveremo la legge di Bilancio, è quello il momento di capire che fare” riguardo al Mes, precisa Laura Castelli. Quanto al comportamento del Pd, e la possibilità che stia lavorando per costruire maggioranze alternative all’attuale, la viceministra dichiara: “Ci fidiamo reciprocamente, comunque in questa fase è difficile ipotizzare un Governo senza il Movimento”.

Il Mes sta aprendo una crepa Pd e M5s. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha lanciato “un appello” agli alleati sottolineando la necessità di dire sì ai fondi messi a disposizione dall’Europa, per il settore sanitario. “Oggi – ha detto Zingaretti – possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualità dell’assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica. Non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti”.

In casa M5s replica a Zingaretti il viceministro allo Sviluppo Buffagni: ‘Il Pd dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la sanità e non stanno spendendo. Oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti. Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina’. “Se debito deve essere, allora meglio che avvenga attraverso lo scostamento di bilancio che utilizzando uno strumento che riteniamo non solo inidoneo ma pericoloso”, si legge in una nota del M5s.

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, è un’organizzazione internazionale a carattere regionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. L’assistenza conferita è però sottoposta ad una stretta condizionalità, trattandosi di uno strumento a disposizione dell’Unione economica e monetaria affinché gli Stati si facciano garanti, ovvero adottino le misure necessarie per la stabilità economica, avendo come punto fermo il principio della responsabilità delle finanze pubbliche.

Il Mes sta mettendo a dura prova il rapporto nella maggioranza. “Dovete darmi il tempo che ci vuole, il tempo di completare il quadro europeo, chiudere l’accordo con la Ue al prossimo Consiglio, poi farò il possibile per convincere il M5S”. Così secondo il Corriere della Sera Giuseppe Conte ha provato ieri a rassicurare alcuni ministri del Pd. Conte non è contrario al Mes e non pensa che ci siano rischi per l’indipendenza della politica economica italiana.

Secondo indiscrezioni qualcuno nel M5s accusa i vertici del Pd di voler terremotare il Movimento proprio in questa fase. Ma sono voci per ora senza fondamento.  Al Pd Conte chiede di avere ancora pazienza. Ci sono 36 miliardi per la sanità a disposizione, e un no di Conte al Mes sarebbe indigeribile per Zingaretti e Renzi. E’ però evidente che se il premier non avrà la personalità per mettere il M5s di fronte all’aut aut, l’esecutivo qualcosa rischia. Ma per ora Giuseppe Conte ha una strategia semplice, chiara: cerca di rinviare il voto del parlamento a dopo l’estate. Resta da capire se il Pd accetterà.

“La guerra del Mes è stata ufficialmente dichiarata ed è una guerra vera, non una scaramuccia. Probabilmente, per istinto di sopravvivenza, non travolgerà il governo ma lascerà sul campo morti e feriti e nel corpo della maggioranza lacerazioni difficilmente rimarginabili” scrive Andrea Colombo sul Manifesto. L’ultima estate ha portato in dote una crisi di governo: quella appena iniziata, vista le fibrillazioni delle ultime ore, non parte coi migliori auspici.

‘Sarei d’accordo con Nicola Zingaretti se il suo appello fosse finalizzato a pagare la cassa integrazione o a dare liquidità a famiglie e imprese”. Lo scrive Matteo Salvini in una lettera al Corriere della Sera, precisando che “Zingaretti non sta nella pelle per il Mes e ci spiega in dieci punti le ‘ragioni per dire Sì’, ragioni che nel frattempo non hanno convinto Francia, Spagna, Grecia o Portogallo. Per la sua architettura istituzionale – afferma il leader della Lega – perfino la Germania rischia di avere dei problemi: il Bundestag sarà chiamato ad approvare ogni singolo esborso del Mes”.

 

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