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Maradona, l’amico accusa: “L’hanno lasciato morire da solo”

E’ dunque, come in cielo così in terra, non c’è un attimo di pace: però era anche tutto previsto che durante il suo viaggio per andare incontro al «Barba», Diego sentisse l’eco degli schiamazzi. La corte è rimasta più o meno lì, intorno al suo corpo spento e ormai dissolto. E mentre in Argentina c’è la ressa, sembra di vederla, sui resti di Diego, a Dubai c’è un uomo, Stefano Ceci, che se ne sta a guardare alle proprie spalle: è stato un manager di Diego, la sua ombra per vent’anni, l’ha prima inseguito e poi ha cominciato a seguirlo. «Ma io sono quello che gli andava a sistemare le coperte la sera, prima che tentasse di addormentarsi». Questa è una storia di numeri e di nomi, di stranissime coincidenze, di sensazioni e persino di scaramanzia: sembra l’abbia scritta Marquez o il Cervantes o Perez Reverte o Soriano e invece c’è la firma di Diego Armando Maradona.

Questa l’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Ecco quanto evidenziato da “Linkabile”:

Sentiva che stava per finire…
«Mi ha mandato un video, recentemente: sembrava una candela che stava per spegnersi, ammazzato da un’ esistenza attraversata a trecento all’ora. I suoi sessant’anni sono stati in realtà centoventi, ha fatto tutto in libertà, poi è crollato di schianto, quasi fosse stanco di guardare ciò che succedeva intorno a sé. L’hanno disintegrato anche psicologicamente con le baruffe che le sue tante vite hanno determinato e che ora annunciano la sfida sull’eredità».

E’ ormai nell’aria questo clima di veleni.
«Si è visto e sentito alla Casa Rosada, in queste beghe tra chi doveva stare al fianco del feretro e chi invece ne è stato tenuto lontano. Ora verranno fuori le varie confessioni segrete, che ognuno affiderà al proprio cronista amico. E’ triste ciò che sta succedendo e che però lui aveva previsto: è morto in pace, nel proprio letto, ma adesso si scatenerà la guerra».

Maradona è stato un brand…
«E tale è rimasto, perché ci sono contratti ancora esistenti, che avranno valore pure con la scomparsa di Diego. E’ vero che erano scaduti nel dicembre scorso, accordi commerciali storici, come quello della casa di abbigliamento sportivo con cui è rimasto in abbinamento per quarant’anni, ma il nome e il fascino del campione non hanno mai perduto il proprio fascino. Provvederò ad informare l’avvocato Morla degli accordi di cui sono a conoscenza e che ho seguito. Poi eviterò di guardare quello che accadrà. Intorno all’ombra di Diego compariranno tutti quelli che lo hanno lasciato morire da solo»

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