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UNIONI CIVILI E LEZIONI DI DIVERSITA’, VLADIMIR LUXURIA:”SPERIAMO SIA LA VOLTA BUONA”

La due giorni in Irpinia dell’ex deputata  Vladimir Luxuria, è cominciata con un dibattito all’Isiss De luca. “Noi tutti diversi”, è stato il tema dell’incontro nell’aula magna dell’ISISS De Luca di Avellino e che ha visto la partecipazione  della dottoressa Rosa Grano, dirigente Urs Campania Ambito territoriale, il consigliere provinciale Giaquinto Girolamo, la dirigente dell’istituto De Luca Maria Rosaria Siciliano, il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, Anita Palladino, Presidente Atn, il docente dell’Univerisità di Barcellona, Fiorentino Vecchiarelli.

Al centro del dibattito, ovviamente, l’attualità ed il tema della unioni civili. Abbiamo voluto, a tal proposito, chiedere proprio un parere all’ex deputata.

 

Vladimir Luxuria qual è il messaggio che vuole dare ai giovani?

“Cominciamo col dire che l’esser umano  non viene fabbricato in una catena di montaggio e che ognuno di noi è un mondo a parte, per fortuna diverso. Un mondo di uguali e di omologati sarebbe noiosissimo. Bisogna considerare la diversità come una risorsa e non una condanna alla solitudine”.

Cosa pensa del ‘family day’?

E’ stato un clamoroso autogol. In quella sede si è chiesto la cancellazione di tutta la Cirinnà, rivelando una palese avversione per il mondo omosessuale. Il family Day non rappresenta il mondo cattolico, ma l’integralismo religioso. La maggior parte delle persone cattoliche, tra cui Renzi e la Cirinnà, hanno una mentalità più aperta e non ci vedono come nemici”.

Educare, parlare di diversita’ con  le giovani generazioni, basta a superare le discriminazioni?

Per me l’emozione maggiore, è stata quella di ascoltare queste storie. Essere qui in questo istituto d’arte, mi ha fatto pensare ad un celebre dipinto in cui, da alcuni blocchi di marmo, cercano di uscire degli uomini. Credo che sia una perfetta metafora sulla discriminazione. Lpersone che si sentono diverse, hanno davanti a loro due strade: la prima quella dell’ipocrisia, della finzione e dell’omologazione e l’altra quella che porta a combattere e ad uscire da questi blocchi di marmo”

 “Si vive una volta sola. Riprendiamo in mano le nostre vite: in diverse parti del mondo ciò ancora non è possibile, in quanto si rischia la galera o pene peggiori; qui in Italia abbiamo questa possibilità fortunatamente, per questo non bisogna aver  paura di essere quello che si è, altrimenti vivremmo in un mondo senza diversità e senza opinioni“.

Lei è anche la madrina della Candelora, il tradizionale appuntamento che porta a Montevergine tante persone. Cosa chiedera’ a Mamma Schiavona?

Spero che sia l’ultima Candelora senza funicolare. So che c’è stato un impegno della Regione, ma dobbiamo ricordarlo sempre. Sarà una Candelora intensa e bella come ogni anno. Chiederò a Mamma Schiavona, di esaudire preghiere personali e di darci una mano sulle unioni civili, così vediamo se è più forte lei o il cardinal Bagnasco”.

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