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Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, Ciambriello: “Continueremo a lavorare per l’affermazione della verità e della giustizia”

Oggi si è tenuta l’udienza preliminare sulle violenze ai danni dei detenuti avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 6 aprile 2020. Il giudice, Pasquale D’Angelo, ha ammesso la costituzione di parte civile: del Ministero della Giustizia, del Garante Nazionale e del Garante dei detenuti in Campania Samuele Ciambriello.

“Riconosciuta la piena legittimazione della nostra costituzione di parte civile. Continueremo nel nostro impegno e a lavorare per il garantismo e per l’affermazione della verità e della giustizia rispetto a questa dolorosa vicenda. Così il garante Samuele Ciambriello,  ha commentato la decisione del giudice per l’udienza preliminare.

“Il Giudice – ha aggiunto il Garante campano – ha dunque ritenuto giusti e validi gli argomenti esposti dal mio difensore Francesco Giuseppe Piccirillo. Nonostante le numerose opposizioni sollevate e argomentate dai difensori degli imputati. Mi sento di apprezzare la serenità e il senso di giustizia che ha dimostrato il magistrato Pasquale D’Angelo. Nei cui confronti devo esprimere la mia ammirazione e gratitudine.

Il Gup ha ammesso come parti civili anche l’Asl di Caserta, quattro associazioni e 89 detenuti vittime dei pestaggi.

Violenze in carcere: le ulteriori decisioni dell’udienza preliminare

Trentadue proposte di patteggiamento per le posizioni “più marginali” sono state avanzate dal Procuratore Aggiunto di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) Alessandro Milita. 

Inoltre, Milita ha proposto pene da un anno e otto mesi a due anni con la condizionale per quegli agenti “responsabili di condotte di lieve gravità”. Questi ultimi ora dovranno decidere se accettare la proposta. Poi sarà il GUP Pasquale D’Angelo ad avere l’ultima parola.

Restano fuori gli imputati di peso come gli ufficiali della Polizia Penitenziaria Pasquale Colucci, Gaetano Manganelli, Anna Maria Costanzo, o l’ex provveditore regionale alle carceri Antonio Fullone. “La scelta della Procura–  ha spiegato Milita-  ha lo scopo di snellire un procedimento già peraltro corposo. Visto che con gli imputati, sono un centinaio le parti civili che questa mattina lo stesso gup, sciogliendo la riserva, ha autorizzato a partecipare al processo”.

D’Angelo deciderà, invece, nell’udienza calendarizzata per il 15 febbraio se autorizzare una ventina di parti civili che ne hanno fatto richiesta a citare lo stesso Ministero retto da Marta Cartabia come responsabile civile. Il GUP ha concesso tempo fino all’8 febbraio alle parti civili per depositare richiesta e farsi autorizzare a citare il Ministero per le condotte degli agenti.

 

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