Maurizio Marinella: «L’imprenditoria napoletana deve continuare a investire qui»

Napoli è spesso al centro dell’attenzione mediatica per i suoi innumerevoli problemi. Questa volta, però, è una delle sue eccellenze ad avere accesso l’interesse sulla capitale campana negli ultimi giorni. L’azienda Eugenio Marinella ha compiuto cento anni d’attività. Il famoso negozio di cravatte, nato nel lontano 1914, esportando il suo brand, made in Naples in tutto il mondo, è da sempre sinonimo di eleganza e lusso. Oggi, infatti, è una delle aziende napoletane più fiorenti sul territorio, fiore all’occhiello dell’economia partenopea. In un periodo di grande crisi, come quello attuale, in cui tutto il paese sta vivendo enormi difficoltà, il sud spesso si trova a pagare un prezzo maggiore. E anche Napoli, la cui economia ha da sempre dovuto affrontare innumerevoli problematiche, adesso sta vivendo le conseguenze del pesante periodo storico. E’ questa una delle ragioni per cui E.Marinella è motivo di vanto per la città partenopea, simbolo che possono nascere grandi imprese, che esportano i loro prodotti nel mondo, senza abbandonare il proprio territorio, anzi restandone ancorati con grande orgoglio. Ed è proprio con l’imprenditoria autoctona che la città di Napoli deve ripartire e tornare a essere, la grande capitale che fu un tempo.

Ne abbiamo parlato con Maurizio Marinella.

E.Marinella compie cento anni d’attività, come ci si sente a raggiungere un simile traguardo e a essere un marchio made in Naples conosciuto in tutto il mondo?

«Sono molto contento che abbiamo raggiunto un traguardo tanto importante. Per festeggiarlo ho voluto creare un evento internazionale, aprire gli occhi sulla bellissima città di Napoli, dove il brand Marinella è nato. Ho voluto dimostrare che in una città come Napoli si riescono a fare cose belle, come l’evento per il nostro centenario. Per me raggiungere un traguardo così notevole è stata un’emozione enorme».

Napoli è una città meravigliosa, ma come sappiamo, è colma di problemi, un imprenditore di successo come lei, che consigli si sente di dare all’amministrazione comunale?

«La prima cosa da fare per la ripartenza di questa splendida città è la rivalutazione del territorio, una città come Napoli, che offre moltissimo, ricca di posti meravigliosi, ha bisogno di essere riqualificata, di essere rivissuta attraverso eventi e iniziative. Sicuramente, inoltre, bisogna migliorare l’accoglienza di questa città, i turisti al loro arrivo dovrebbero trovare una situazione serena, invece se si pensa alle tre porte di Napoli, il porto, la stazione centrale e l’aeroporto, la viabilità lì è davvero molto complicata, quindi i turisti vivono un primo impatto difficile. Bisogna sicuramente  incrementare la vivibilità della città».

Il nostro sindaco, Luigi De Magistris, in questo senso può essere considerato il “sindaco degli eventi”, lei crede che stia facendo bene il suo lavoro?

«Non posso che dire di essergli vicino, credo che amministrare un territorio come quello napoletano, non deve essere facile, il suo è un mandato complicato e deve resistere continuando il suo lavoro».

Che cosa crede possa fare l’imprenditoria napoletana per aiutare Napoli a ripartire?

«L’imprenditoria napoletana deve sicuramente continuare a investire nel territorio, come del resto stiamo facendo noi. Bisogna assolutamente creare interessi, anche con nuove iniziative, far girare l’economia e aiutare soprattutto gli investitori esterni a muoversi in questa città ».

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