Economia e Welfare

Welfare: bambini, anziani, donne e disabili non avranno più servizi dai prossimi mesi. Parla l’onorevole Oliviero

«Giù le mani dal Welfare, siamo arrivati allo smantellamento dello stato sociale, c’è stata una grande presa di coscienza che contribuisce al rilancio di una proposta operativa che va oltre ai vessilli delle appartenenze politiche». Non usa mezzi termini il consigliere regionale del Psi Gennaro Oliviero intervenendo a Caserta ad un’iniziativa rivolta agli operatori dei piani sociali di zona della Regione Campania.

Consigliere Oliviero, quale è la situazione attualmente?

«Zero risorse, zero programmazione e operatori abbandonati in una drammatica situazione di precarietà scaricare il fallimento sulla programmazione sociale sui diversi livelli di responsabilità non aiuta più a nessuno, un arretramento del genere chiama in causa tutte le prestazioni che lo Stato deve garantire».

Ci spieghi meglio…

«Promozione e inclusione dell’individuo, all’interno della propria Comunità di riferimento, non siamo in presenza di una rivendicazione di mero assistenzialismo, oggi bambini, anziani, donne, disabili rischiano di non avere più garantiti servizi essenziali se non ci sarà l’intervento risolutivo della Regione in tempi certi. L’Essere umano, in un sistema integrato di politiche sociali, vuole e deve essere considerato un bene pubblico e fondamento dell’esistenza delle Istituzioni pubbliche, pertanto diviene necessario ripartire dal tema fondativo del Welfare: il tema delle disuguaglianze e della giustizia sociale: l’uguaglianza da perseguire nei diritti costituzionalmente riconosciuti e la disuguaglianza da contrastare con interventi e azioni concrete».

Forte la responsabilità della Regione Campania…

«Questo è vero. I flussi economici si sono ridotti a favore del terzo settore. E proprio per il patto di stabilità la Giunta regionale ha deciso incrementare le risorse per alcuni settori rispetto ad altri. Per i prossimi mesi gli ambito sociali non vedranno una lira, come faranno a continuare ad assistere le tante persone che hanno bisogno? Io avrei scelto di investire nei servizi alla persona, loro invece hanno fatto una scelta diversa».

Una ulteriore paga per un sistema sanitario che non funziona?

«Certo, sui territori la situazione è drammatica anche perché le risorse sono state sempre minori rispetto al necessario. Più di una volta abbiamo portato avanti azioni forti che hanno sortito qualche effetto. Credo però che sia l’opinione pubblica che i mass media possono far molto in questa direzione raccogliendo denunce e disagi che sono ormai all’ordine del giorno»

 

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