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E’ morto Azeglio Vicini, l’allenatore delle Notti Magiche

DAL FALLIMENTO ’86 DI BEARZOT ALLA RINASCITA DELL’UNDER 21

E’ morto a quasi 85 anni, l’ex commissario tecnico della nazionale italiana Azeglio Vicini. Un passato da calciatore nella Sampdoria ma il suo ricordo

Azeglio Vicini subentra a Bearzot

e’ legato sopratutto alla sua militanza in federazione e sopratutto alla guida della Nazionale italiana.

Con l’Italia il buon Azeglio seppe far risalire dalle ceneri, una squadra allo sbando dopo il fallimento ’86 di Bearzot, catapultando un’ indimenticabile Under 21 nella nazionale maggiore.

UNA NAZIONALE ZEPPA DI CAMPIONI, DA EURO ’88 A ITALIA ’90

Quel travaso fu  letteralmente il suo capolavoro,  campioncini assoluti ma ancora  in erba come Walter Zenga, Riccardo Ferri, Nando De Napoli,  Giuseppe Giannini,

campioni assoluti dall’under 21 alla nazionale maggiore

Gianluca Vialli, Roberto Mancini, Roberto Donadoni insieme ad una fucina di nuovi campioni assoluti di quegli anni, come Roberto Baggio, Schillaci, Maldini, Ancelotti e Ciro Ferrara resero riconoscibile e amata una Nazionale che dall’Europeo ’88 in Germania alle notti magiche di Italia ’90 seppe coniugare tanta classe, spirito nazionalistico e tanta attenzione mediatica attorno a giocatori con forte personalita’ e carisma.

 

IL CIUFFO DI CANIGGIA

Quell’Italia del tecnico romagnolo  tanto simile a Bearzot come senso civico e patriottistico ma cosi diverso nella sua ruspante ironia romagnola, ad Italia ’90 manco’ letteralmente solo ed esclusivamente la vittoria, subendo un solo goal condannata dal ciuffo argentino di Caniggia

Caniggia insacca in rete su uscita a vuoto di Zenga

e dalla improvvida uscita del miglior portiere del mondo di quegli anni, Walter Zenga. Prima di quella tragedia nazionale, rimangono nella testa degli italiani, le fantastiche perle di Baggio, l’eleganza del Principe Giannini, gli occhi spiritati di Toto’ Schillaci ed un gioco certamente all’italiana, ma spettacolare e propositivo con tanti campioni, pronti a sostituirsi per ruolo. La concorrenza spietata tra un giovane Maldini e De Agostini campione flangiflutti della Juventus, Bergomi e Ferrara, Vialli Carnevale Serena, Baggio e Schillaci per l’attacco, De Napoli, Giannini, Ancelotti …tanta roba che sentirli ancora oggi viene il magone, pensando alla nostra nazionale italiana attuale.

 

QUEL PALO DI RIZZITELLI A KIEV ’91

Come in tutti i casi della vita, c’e un evento che puo’ cambiare il tuo destino: Azeglio lo avra’ pensato nel momento esatto della partita decisiva contro l’Urss ’91 e prima della sua disgregazione,  per la sfida decisiva delle qualificazioni europee ’92 con quel palo di Rizzitelli che grida ancora vendetta nella nebbia di Kiev;

palo di rizzitelli Kiev ’91

finisce 0-0, Italia fuori dagli europei e il Buon Azeglio colmo di rabbia per quel poteva essere e non e’ stato..

 

CON LA NOMINA DI ARRIGO SACCHI, LA FIGURA DEL SELEZIONATORE VERRA’ A DISSOLVERSI

C’e anche  l’esigenza di un cambiamento epocale ed anche la Nazionale comportava questo prezzo con il patto Matarrese Berlusconi per la nomina a nuovo commissario tecnico, quindi sostituzione di Azeglio Vicini con Arrigo Sacchi. il rivoluzionario di Fusignano che ci portera’ anch’egli a sognare con Usa 94 diventando vice-campioni del mondo, ma con ben altro gioco, poco spettacolare e tanta fortuna, quella che non ebbe il buon azeglio… Ma cio’ che a distanza di 30 anni verra’ a mancare,  purtroppo evidenziati dal disastro di Milano con la Svezia e l’eliminazione del mondiale la figura del selezionatore.

Con Sacchi verra’ cambiato il modo di allenare la Nazionale

La Nazionale come diceva il buon Azeglio, figura anche di primissimo ordine in Federazione “e’ una cosa seria”;fino alla nomina di Arrigo Sacchi, Vicini come i suoi colleghi dell’epoca si limitavano a “selezionare”, che puo’ sembrare riduttivo ma che non lo e’ assolutamente. Sceglieva semplicemente i migliori, un gruppo ben delineato per fare gruppo. Bisogna pur dire che il calcio e’ cambiato, si e’ globalizzato e con esso sono raddoppiate le partite, gli infortuni e anche la saturazione dei giocatori..

Figure di sani principi, genuini, ironici e non assetati di successo come il buon Azeglio ci mancheranno,  con lui ancora in panchina mai avremmo visto  risse da “saloon”  come a quelle a cui abbiamo assistito di recente tra Mourinho e Conte..per non andare ulteriormente a spulciare nel passato..

Ciao Azeglio ci mancherai..

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