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L’amore è come la quarantena, finchè non lo è

Hai mai avuto la sensazione di non sapere in quale direzione stia andando la tua vita? Ebbene, in questo periodo fatto di giorni sospesi, giorni in cui tasselli importanti per la nostra vita intima, sono stati derubricati dal nostro quotidiano e passano con una lentezza di giorni tutti uguali scanditi dal lavoro full-remote, dalle interruzioni per i pasti, dall’attesa ingannata dagli hobby del momento. Facciamo i conti con l’incertezza, sperimentiamo tutto il peso semantico dell’abusata “resilienza”, la paura del contagio, le difficoltà degli equilibri domestici, la convivenza forzata, voluta o dovuta.

Questo coronavirus è il virus che “allontana”, che ci tiene a distanza. Che ci fa essere diffidenti nei confronti dell’altro.  E l’amore, per come l’abbiamo vissuto fino adesso, diciamolo, non se la passa benissimo. Corpo e condivisione, incontri e baci, questi gesti fondamentali in un rapporto, vengono oggi caldamente sconsigliati. E la tipica frase “meglio dimostrare con i fatti che con le parole” viene rivista, opportunisticamente, in “meglio dimostrare con le parole che con i fatti”.

Pertanto, dopo aver cercato incessantemente di aver insegnato all’altro che non basta dire “ti amo”, ecco che all’improvviso, invece, le parole prendono il posto “dei fatti” e devono, temporaneamente, surrogare l’intimità.

Insomma, il virus per l’amore ha creato un gran caos: intanto, mettendo alla prova, con una convivenza forzata e con una repentina modifica degli equilibri, i rapporti duraturi. Ma mettendo alla prova anche tutti gli altri rapporti, compresi quelli appena sbocciati: infatti, attraverso il decreto #iorestoacasa, li ha posti nelle stesse condizioni delle coppie che vivono a migliaia di chilometri di distanza. Ma obbligatoriamente e non per scelta.

Qualche giorno fa stavo guardando la terza stagione di Lovesick, una serie inglese bellissima che parla, ovviamente, d’amore. A un certo punto Dylan, uno dei protagonisti, dice a Luke proprio questa frase, «I mean, finding love,
it’s all heartbreak and disappointment and mistery, until it isn’t», che potremmo riassumere molto meno poeticamente e per niente letteralmente con l’appunto che mi sono presa sulle note del telefono: l’amore è orrendo, finché non lo è.

State calmi, non sto dicendo che l’amore faccia schifo di per séL’amore è bellissimo, quando va tutto bene. Il problema è che va tutto bene abbastanza a tratti, e per me e Dylan e ho il sospetto anche per un sacco di voi, i tratti in cui va male-slash-malissimo sono quelli che vanno per la maggiore.

Parliamoci chiaro: l’amore, anche quando sei in una relazione con qualcuno che ti ama e che ami, è veramente difficile. Ci sono un sacco di compromessi, di delusioni, di arrabbiature, di paure e di incomprensioni che derivano dal fatto che siamo esseri umani e quindi inevitabilmente soggetti a sbalzi d’umore, errori e fraintendimenti. Eppure, nonostante questo, lo desideriamo con tutto il cuore. Perché in fondo l’amore, quello vero ti salva, senza neanche volerlo a tutti i costi.

Sai, ci sono amori e amori. Ci sono amori che al primo sguardo già ci resti secca, pensi tipo “ma che meraviglia è questa?” Ci sono amori, invece, che all’inizio pensavi “non mi piace neanche un po”, ma i tuoi occhi, nel frattempo, già si stavano affezionando ad uno sguardo che sembra non c’entrare niente con te e qualche tempo dopo diventa tutto. Perché ci sono amori che guardano dentro, che ti scavano dentro, che trovano le tue fragilità e non le aggiustano, le comprendono. Ci sono amori, beh, che ci vuole tempo..
Ci sono amori che è tutto così bello che vai di fretta, vuoi fare tutto subito, non perdi un istante, non ti fai domande e ogni poco perdi un battito e poi ci sono amori che stai amando così tanto che hai bisogno di fermarti a pensare per un momento, perché ami così tanto da avere paura.
Ci sono amori che scappi, mi spiego?
Per un motivo o per un altro trovi un modo, una strada, un ripiego e scappi vai via lontano, ma dove vai? E l’altra persona sta lì, non sa che succede, ti aspetta, si chiede “che cosa ho fatto di sbagliato?” e poi dopo altre mille paranoie si dice “qualsiasi cosa sia, chi ama resta, non è così?”
Perché ci sono amori che nonostante ogni cosa, puoi credermi, nonostante ogni parola sbagliata, ogni paura, nonostante ogni strada sbagliata, tu resti lì.
Insomma pensi “ma dove vuoi che vada?” Stai lì, tipo inchiodata. Non c’è nessun altro posto, anche se intorno è pieno di posti che non hai mai visto.
Non lo so se chi ama resta, ma so che ci sono amori e amori. Ci sono amori che scalciano per farsi sentire, e altri amori che invece fanno rumore nel silenzio, perché ti accarezzano.
Ci sono amori pieni di promesse e poi ci sono amori pieni di domani.
Ci sono amori che iniziano come fuochi d’artificio, fanno un rumore pazzesco, ma poi si spengono.
Ci sono amori che sono stelle, invece. Stanno lì e brillano, li vedi nel buio ma li senti dentro, quando c’è la luce perché ci sono amori che lasci andare la presa e poi ci sono gli amori che resistono.
Ci sono amori e amori, e sono tutti belli. Ma ci sono amori per cui lotteresti sempre e sono quelli eterni. Io lo so che alla fine, un giorno o l’altro, smetterà di essere orrendo anche per me. Andrà tutto bene, giusto? Così dicono i cartelloni alle finestre, gli hashtag su Instagram, i filosofi dei social network. E io ci credo. Ma non sapere quanto è lontano questo giorno, quanto devo ancora fare i conti con i cuori spezzati, i casini e tutto il resto, ecco, è dura. È l’attesa indefinita che ti spezza le gambe. Non sapere quanto devi lottare. Se sei quasi arrivato oppure no.

Come la fine di questa quarantena, che sai che arriverà ma non sai quando di preciso, e sembra sempre essere sempre lì vicinissima ma poi niente, non è ancora arrivato il momento. L’amore è come la quarantena. Finché non lo è.

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