Approfondimenti

AVVOCATURA E FACEBOOK

In tanti, tra gli amici coi quali ho un rapporto quotidiano sui social, ovviamente tra gli amici che non sono avvocati o che come avvocati non hanno interesse per la Politica Forense, mi chiedono cosa sta accadendo…o meglio, cosa mi sta accadendo.
Provo a spiegare…come diceva la mia insegnante alle elementari, con parole mie.
L’altro giorno ricevo una pec dall’ufficio legale di Cassa Forense.
Era il martedì grasso, Carnevale, e il primo giorno del Festival di Sanremo e la pec porta la firma del collega, avv. Marcello Bella.
Al momento penso ad uno scherzo e, spero non me ne voglia il collega, chiudo la pec per riaprirla solo dopo aver visto che identica pec era arrivata ad un mio collega, avv. Salvatore Lucignano, col quale, oltre a condividere l’impegno professionale per il network avvocatipuntoeacapo.it, condivido una serie di battaglie per un’Avvocatura più democratica e a leadership diffusa…insomma, quella che si può a buon diritto definire politica forense e che, come accade da tempo per la politica nazionale e locale, ha un’ampia diffusione sui social.
Riapro quindi la pec , prendendo atto che Marcello Bella è effettivamente un avvocato dell’ente Cassa e vedo che mi viene comunicato dal collega che il Presidente della mia Cassa, avv. Nunzio Luciano, ritenendo offensive cose scritte in un post da me condiviso in data 26 gennaio 2016 in un determinato gruppo social, ha dato mandato al collega di provvedere a querelarmi….insomma un “avviso di querela”.
A quel punto, visto che col collega non ho condiviso solo “quel” post, lo cerco e trovo che, negli sproloqui (siamo sempre avvocati) contenuti in questo post, di natura assolutamente politico, ci sarebbero frasi che evidentemente il Presidente della mia Cassa, ha ritenuto offensivi per sé e per l’ente che rappresenta.
Incredula resto tuttora, perché, facendo politica da anni, ed essendo abituata per professione a scrivere evitando offese e turpiloquio, ho sempre ritenuto giustificabile anche l’utilizzo di termini non proprio da educande se si fa politica, ma soprattutto ho sempre pensato che la politica si faccia nelle sedi opportune e non certo nelle sedi giudiziarie…tantomeno in casi come questo dove la condivisione di un post ( e la Cassazione dice tutt’altro) sarebbe configurabile come reato.
Sono tranquilla dal punto di vista giudiziario…molto meno dal punto di vista politico.
Quindi non mi preoccupa questo…ma mi preoccupa il modo, il fatto stesso di “minacciare di querela” per la condivisione di un post mi fa rabbrividire, quando proprio in questi giorni c’è una battaglia contro altre cose davvero poco chiare e, come tutte le cose “calate dall’alto” e prive di confronto democratico , mi indignano e ritengo dovrebbero indignare i più.
Questa indignazione, peraltro contenuta nel post “incriminato”è riferita alla scelta di un altro “massimo organo rappresentativo” della nostra categoria, ovvero il Consiglio Nazionale Forense, che in questi giorni ha annunciato la nascita di un giornale, un cartaceo di nome“Il Dubbio”, che ad ora ha raccolto molti “dubbi” tra le associazioni forensi presenti sul territorio ed anche da parte dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura.
Dubbi sui contenuti, sui costi, sull’indirizzo politico e sull’investimento che si pensa di fare con questo giornale…insomma: cose che sembrano più strane del nome e cognome del collega che mi scrive il giorno di carnevale e cose che forse sarebbe davvero il caso di approfondire.

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