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CASERTA: STORIA DELL’ANTICO BORGO DI PIETRAMELARA

I boschi e le rocce del Monte Maggiore sorvegliano i borghi medievali più suggestivi di Pietramelara, il cui nucleo antico sorge su un’altura e si stringe attorno a quelle che una volta era una cinta muraria composta da ben dodici torri. Quest’enorme perimetro non fu però in grado di salvare il borgo dall’assalto aragonese del marzo del 1496: un assalto di 15 giorni che mise a ferro e fuoco il paese, uccise i due terzi del paese e costrinse alla schiavitù la parte restante. Soltanto sette famiglie, infatti, furono lasciate libere di ricostruire il borgo. Tale saccheggio è raffigurato in un bassorilievo del 1996, fatto per i 500 anni dalla ricostruzione, in cui si ricordano i momenti più duri della storia del paese. Nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, Pietramelara conobbe altri danni ingenti a causa della Wehrmacht che si ritirava verso Cassino.

Il borgo che si può visitare ancora oggi è stato fondato nell’alto Medioevo dai principi longobardi Landolfo e Adenolfo. La presenza umana in questa parte del Casertano è antichissima: il primo insediamento scoperto nella zona è quello delle grotte di Seiano, tra Pietramelara e Rocchetta.  Più tardi Pietramelara fece parte prima dei possedimenti dell’abbazia di Montecassino e successivamente appartenne ai feudatari della limitrofa Roccaromana. Alla morte di Filippo di Roccaromana il feudo passò alla corte di Napoli, che lo divise e lo dette in concessione. Pietramelara passò così a Eduardo Colonna e poi a Federico Monforte, i quali fecero abbellire il castello, trasformandolo da fortezza in elegante palazzo.

Il borgo delle dodici torri: Pietramelara

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