Cultura

GIORGIO BEVIGNANI A CONTEXT ART MIAMI CON LA GALLERIA STEFANO FORNI DAL 5 AL 10 DICEMBRE 2017

Direttamente da Bologna, l’artista Giorgio Bevignani sarà presentato dalla storica Galleria bolognese Stefano Fornialla celebre fiera d’arte americana CONTEXT Art Miami, che si terrà dal 5 al 10 dicembre 2017 nel circuito della grande manifestazione ART Miami, con l’obiettivo di sostenere le avanguardie emergenti giunte a metà carriera insieme ai già consolidati maestri dell’arte contemporanea. Per l’occasione saranno esposti alcuni dei lavori più significativi della produzione artistica di Bevignani, appena rientrato in Italia dal Giappone dopo l’intervista “Dialogues in Paradise” al Moa Museum of Art – MOA美術che in questa speciale occasione ha acquisito nella propria collezione permanente una delle numerose opere dell’artista. La CONTEXT Art Miami è invece, nata nel 2012, CONTEXT Art Miami si svolge durante la settimana più importante dedicata all’arte contemporanea negli USA e propone un’atmosfera innovativa che mette in dialogo artisti, gallerie e collezionisti a livello internazionale: una piattaforma unica e alternativa, per promuovere l’arte di giovani talenti e offrire a gallerie emergenti e consolidate di incontrare i grandi rivenditori del settore.Insieme ai lavori più recenti di Giorgio Bevignani, saranno esposte le opere di: Mario Schifano, artista conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo, maestro indiscusso della Pop Art italiana che ha segnato indelebilmente la storia dell’arte italiana del secondo Novecento.Luciano Ventrone, tra gli artisti italiani maggiormente conosciuti a livello internazionale. Nelle sue opere l’artista crea mondi suggestivi carichi di vissuti e di emozione, la sua attenzione per l’applicazione della pittura, il suo trattamento del colore e della luce lo pongono tra i maestri della figurazione contemporanea. Antonello Viola, artista romano le cui opere, siano esse tele, carte o dipinti su vetro, rappresentano un perimetro cromatico in cui la pittura diventa luogo riflessivo, di ricerca d’assoluto, attraverso un processo di accumulo, stratificazione, sedimentazione. Sovrapponendo velature di colori, e poi togliendo, raschiando, cancellando, l’artista trasforma l’invisibile in visibile. Daniele Papuli, artista che fa della carta il fulcro ed il mezzo del suo linguaggio espressivo. Trasforma la carta da cellulosa quasi impalpabile a materia stratificata. Il singolo foglio, così effimero ed evanescente, nelle mani dell’artista, diventa unità di misura per comporre lo scheletro interno dei suoi volumi, forme che si aprono e si dischiudono, animate da un dinamismo interno. Edite Grinberga, artista lettone di caratura internazionale che nelle sue raffigurazioni di interni e nature morte evoca momenti di tranquillità che raccontano viaggi e storie di vita con l’ausilio di una pittura che ricerca la luce attraverso le ombre. È attraverso il mezzo della luce che il flusso del tempo viene visualizzato. Mentre, Giorgio Bevignani Scultore e pittore unico nel suo genere, Giorgio Bevignanivive e lavora in Italia, in provincia di Bologna, dove modella, plasma e assembla diversi materiali trasformando  in vere e proprie opere d’arte, che vanno dalla pittura alla scultura,per approdare al magico universo delle installazioni. Sin dai suoi esordi, esplora l’essenza dell’uomo mediante un processo di decostruzione, che preferisce non passare per la percezione sensibile delle cose, ma che attraversa in qualche modo la parcellizzazione dei materiali. Il vero motore della sua ricerca artistica sta, infatti, nella necessità di giungere alla verità, rinunciando a oggetti e ready-made: un’evoluzione continua che, da un punto di vista materiale,   e concettuale, dà vita a nuove interazioni e profondità sempre diverse. In questo senso, il lavoro di Bevignani sfugge da uno stile preciso e sfocia in una personale “filosofia dell’arte” che spesso s’intreccia con la mitologia, le scienze sperimentali, la matematica, la fisica e la metafisica,   tutti ambiti nei quali l’artista ha compiuto studi che hanno contribuito ad ampliare il substrato della sua ispirazione: un mondo atomico, dove emergono agglomerati cromatici e dove le parti si attirano e si addensano in ammassi, costellazioni installazioni di grande fascino, “colori che irrompono nell’aria, fili che intrecciano l’universo e l’aria che li attraversa, ma fili che intrecciati danno vita, ricreano, aprono a stanze e dimore, segnano e disegnano forme, saccheggiano simboli, indicano da nord a sud e da est ad ovest la trama del tempo, quel pendolo che si sfilaccia dopo un qui e un dove”, come osserva lo storico dell’arte Carlo Franz.

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