Cultura

GIUSEPPE GALASSO ,UN GRAVE LUTTO PER LA CULTURA ITALIANA

Un grave lutto per la cultura italiana, Giuseppe Galasso ci ha lasciato, dopo una vita interamente dedicata allo studio.

Giuseppe Galasso è in primis uno dei più autorevoli storici italiani ma non bisogna dimenticare la sua militanza politica, durata oltre 20 anni, il suo magistero di docente universitario e la sua appassionata attività di editorialista, collaboratore di autorevoli testate nazionali.
Nato a Napoli nel 1929, Galasso vince nel 1956-58 una borsa di studio messa a disposizione dall’Istituto Italiano per gli Studi Storici, di cui sarebbe divenuto successivamente segretario.
Laureato in lettere all’Università di Napoli Federico II, ottiene la libera docenza nel 1963 ed ha insegnato nelle università di Salerno, Cagliari e Napoli. Dal 1966 è ordinario di Storia Medievale e Moderna all’ateneo federiciano di cui è stato preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dal 1972 al 1979. Attualmente è docente di storia moderna all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Autore di numerose pubblicazioni sulla storia dell’Italia meridionale (ha diretto anche una Storia del Mezzogiorno d’Italia con Rosario Romeo) e sul Risorgimento, oltre che di saggi filosofici e studi su Benedetto Croce, del quale ha curato la riedizione delle opere per la casa editrice Adelphi, ha curato una Storia d’Europa per l’editore Laterza. Dal 1979 al 1993 ha diretto la rivista Prospettive Settanta ed attualmente fa parte del comitato direttivo della Rivista storica italiana e dirige la Storia d’Italia edita dalla Utet e la rivista L’Acropoli, edita dalla Rubbettino.
Dal 1980 è presidente della “Società Napoletana di storia patria” ed è stato presidente della “Biennale di Venezia” da dicembre 1978 al marzo 1983 e della “Società Europea di Cultura” dal 1982 al 1988. Dal 1977 è socio dell’”Accademia dei Lincei”.
Le principali pubblicazioni di Giuseppe Galasso sono:
Mezzogiorno medievale e moderno, Einaudi, Torino, 1965
Economia e società nella Calabria del ‘500, Università di Napoli, Napoli,1967
Croce, Gramsci ed altri storici, Il Saggiatore, Milano, 1969
Dal Comune medievale all’unità. Linee di storia meridionale, Laterza, Bari, 1969
Napoli spagnola dopo Masaniello. Politica, Cultura, Società, ESI, Napoli,1972
Potere e istituzioni in Italia. Dalla caduta dell’Impero romano ad oggi, Einaudi, Torino,1974
Da Mazzini a Salvemini. Il pensiero democratico nell’Italia moderna, Le Monnier, Firenze, 1975
Il Mezzogiorno nella storia d’Italia. Lineamenti di storia meridionale e due momenti di storia regionale, Le Monnier, Firenze 1977
Passato e presente del meridionalismo. Vol. I: Genesi e sviluppo. Vol. II: Cronache discontinue degli anni Settanta, Guida, Napoli, 1978
L’Italia come problema storiografico, Utet, Torino,1979
L’Italia dimezzata. Dibattito sulla questione meridionale (con G. Chiaromonte), Laterza, Bari, 1980
La democrazia da Cattaneo a Rosselli, Le Monnier, Firenze, 1986
L’Italia democratica. Dai giacobini al Partito d’Azione, Le Monnier, Firenze, 1986
Storia del movimento cooperativo in Italia. La Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue.1886-1986, (per il periodo dal 1900 al 1925, con R. Zangheri e V. Castronovo), Einaudi, Torino, 1987
La filosofia in soccorso “de’ governi”. La cultura napoletana del Settecento, Guida, Napoli, 1989
Croce e lo spirito del suo tempo, Il Saggiatore, Milano, 1990
Il Regno di Napoli. Il Mezzogiorno angioino e aragonese (1266-1494), Utet, Torino,1992
Italia nazione difficile. Contributo alla storia politica e culturale dell’Italia unita, Le Monnier, Firenze, 1994
Alla periferia dell’impero. Il Regno di Napoli nei secoli XVI-XVII, Utet, Torino, 1994
Sicilia in Italia. Per la storia sociale e culturale della Sicilia nell’Italia unita, Edizioni del Prisma, Catania, 1994
Beni e mali culturali, Editoriale Scientifica, Napoli, 1996
Storia d’Europa, 3 voll., Laterza, Bari, 1996
Dalla “libertà d’Italia”alle preponderanze straniere, Editoriale Scientifica, Napoli, 1997
Seguendo il P.C.I.. Da Togliatti a D’Alema (1955-1996). Costantino Marco, Lungro, 1998
L’Italia moderna e l’unità nazionale (con L. Mascilli Migliorini), Utet, Torino, 1998
Storia d’Europa, Laterza, Bari, 2001
Croce e lo spirito del suo tempo, Laterza, Bari, 2002
Nell’Europa dei secoli d’oro. Aspetti, momenti e problemi dalle alla < grande guerra>, Guida, Napoli, 2012
Lunga la sua carriera politica: tutti ricordano la “legge Galasso” (1985), che cercò di porre un argine alla selvaggia speculazione edilizia sulle coste italiane.
In rappresentanza del Partito Repubblicano Italiano, ha ricoperto a Napoli, dal 1970 al 1993, l’incarico di consigliere comunale e, dal 1970 al 1973, quello di assessore alla Pubblica Istruzione. Eletto sindaco nel 1975, rinunciò all’incarico per l’impossibilità di formare una giunta.
Sempre per il Partito Repubblicano Italiano, è stato eletto alla Camera dei Deputati nella IX legislatura dal 1983 al 1987 proseguendo il suo impegno politico anche nelle due legislature successive.
Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali nel primo e secondo governo Craxi (1983-1987), è stato artefice di alcuni decreti ministeriali che hanno imposto vincoli su diversi beni paesaggistici, facendosi promotore della legge 431/85, precedentemente ricordata, per la protezione del paesaggio. Nei governi De Mita-sesto governo Andreotti dal 1988 al 1991, è stato sottosegretario al Ministero per l’Intervento Straordinario nel Mezzogiorno.
All’attività accademica e politica, Galasso ha intrecciato un’intensa attività giornalistica, in veste di editorialista, collaborando a numerosi quotidiani e periodici nazionali tra cui Il Mattino di Napoli, il Corriere della sera, La Stampa e L’Espresso.
Più volte ho avuto modo di confrontarmi con Giuseppe Galasso nel corso di dibattiti pubblici, soprattutto nei circoli Rotary cittadini, di cui è spesso gradito ospite in virtù delle sue competenze e abilità oratorie.
Ci divideva una diversa visione del periodo borbonico: lui lo condannava con severità; io, viceversa, ritenevo che alcuni re, come Carlo III e Ferdinando II, meritassero una rivalutazione storica del loro operato e tale compito non poteva essere lasciato a scrittori, giornalisti e storici minori come Pino Aprile e Gigi Di Fiore o agli infaticabili animatori di siti neoborbonici, a molti dei quali mi onoro di collaborare.

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