Cultura

La regina Elisabetta: Sussex royal non è un marchio reale, Harry e Meghan non potranno più usarlo

Che Dio salvi la regina! Specialmente una donna come la regina Elisabetta, guai a farla arrabbiare (e pure a sottovalutarla). Se Harry e Meghan Markle pensavano di poter davvero lasciare la royal family come e quando volevano, sono molto più ingenui di quello che vorrebbero far credere.

Sulla loro strada, infatti, l’ex attrice americana e il principe hanno trovato Elisabetta II, colei che per tutta la vita è dovuta passare sopra alla propria felicità personale e a quella dei parenti più stretti (dal figlio Carlo innamorato di Camilla fin dal principio al mancato matrimonio della sorella Margaret), in nome di una forza sempre superiore: la monarchia britannica. Lilibet negli anni ha dovuto fare parecchie rinunce personali, rischiando più volte di incrinare per sempre il rapporto con il marito Filippo, ma non ha mai ceduto a deroghe o a eccezioni. A 93 anni così è una monarca navigata, tanto negli affari del Regno Unito che in quelli familiari.

Deve aver rischiato di far cadere la sua tazza da tè quando nel pomeriggio dell’8 gennaio scorso le hanno comunicato che il nipote Harry e sua moglie Meghan Markle volevano fare un passo indietro, rinunciando a essere membri senior della sua famiglia, e che l’avevano già annunciato al mondo. Certo, gliel’avevano accennato prima di trascorrere il Natale lontano da Sandringham, ma ancora non era stato deciso nulla. Lilibet, a quel punto, in pubblico non ha fatto una piega. Ha solo precisato che si trattava di «un processo lungo e non ancora definito» e poi ha chiamato figlio (Carlo) e nipoti (Harry e William) al tavolo di Sandringham, dove stava trascorrendo le vacanze. Meghan, già tornata in Canada, aveva lasciato intendere di volere essere sentita in videochiamata. Nulla di fatto. Poco dopo, nel comunicare le condizioni di Megxit, Sua Maestà si è mostrata persino nonna amorevole, autorizzando frasi come «comprendo il loro desiderio di una vita normale».

Ma, si sa, la «vendetta» è un piatto che va servito freddo. Tre settimane dopo, la sovrana ha fatto arrivare a Vancouver il suo veto: se vogliono essere «normali», devono esserlo davvero o (quasi): il brand «Sussex Royal» non può e non deve essere usato se si rinuncia a essere membri «anziani» della famiglia. A Harry ma soprattutto, sostengono i bene informati, a Meghan dev’essere preso un colpo. Lei che già divideva le sue giornate tra le pappe bio al suo Archie, le lezioni di yoga e le convention aziendali con compensi da oltre 500 mila dollari. E puntava sempre più in alto.

Il ragionamento di The Queen, mai messo nero su bianco in una nota ufficiale ma lasciato semplicemente trapelare ai giornali britannici che non vedevano l’ora, è semplice: Harry e Meghan non possono più «vendere» loro stessi come «Reali» semplicemente perché in un certo senso non lo sono più. E non lo sono più perché l’hanno voluto loro. L’opinione pubblica, britannica e non solo, si è schierata al cento per cento dalla parte della regina. Così i Sussex non hanno potuto fare a meno di diramare un comunicato: “Non useremo più Sussex Royal”.

I due, però, hanno già speso una fortuna per costruire il loro sito web Sussex Royal, oltre ad aver registrato lo stesso marchio su un’infinità di articoli, come matite, penne, cappellini e zaini. Sarà per questo che non sono riusciti a trattenersi, e proprio sulla pagina web Sussex Royal hanno fatto pubblicare quella che sembra essere «una risposta rabbiosa» alla decisione della regina. In pratica l’ex attrice e l’ex adorato nipote dicono che la regina non ha l’autorità per privarli del loro diritto di dire che sono reali. Loro sì rinunciano, ma lo fanno volontariamente.

E qui H&M («occhio che anche questo marchio è già occupato», fanno notare i fan reali più ironici) hanno sbagliato ancora un volta: pare che Lilibet abbia già in canna i migliori avvocati del Paese per bloccarne un qualsiasi utilizzo, facendo leva sulla legge britannica che vieta l’uso della parola «reale» per qualsiasi guadagno finanziario.

Se si vuol essere felici, si deve avere il coraggio. Se no, prima la corona. Non resta che aspettare l’ultima riunione pubblica di famiglia del prossimo 9 marzo. L’aria è decisamente frizzante.

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