Sport

Lavezzi: “A Napoli ho fatto la storia, non sarei mai andato in un altro club italiano”

L’ex attaccante del Napoli Ezequiel Lavezzi ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport al giornalista Gianluca Di Marzio. Il Pocho ha parlato tanto della sua esperienza all’ombra del Vesuvio: “C’è stato un rapporto genuino tra me e Napoli. Il segreto è questo: mi hanno apprezzato come un napoletano. Ho avuto il rispetto di una città che mi permetteva di essere felice giocando a calcio. Il mio addio? Ci eravamo messi d’accordo con il presidente De Laurentiis. È stato un anno dove avevo bisogno di prendere aria. Siamo persone normali”. 

L’argentino ha raccontato come abbia rifiutato offerte per tornare a giocare nella Serie A italiana: “Tornare in Italia? C’è stata la possibilità, ma a Napoli ho fatto la storia, non sarei andato a giocare in un’altra squadra. I momenti che ho passato lì sono stati bellissimi e quei ricordi restano. Voglio tanto bene alla città e c’è un rapporto che dura ancora e sono sempre stato sincero con i tifosi. Napoli è stata una grande esperienza per me, è stata la prima squadra dopo aver lasciato l’Argentina: sono cresciuto tanto come calciatore e come uomo. Juventus? Non sarei mai andato. Inter? C’è stato qualcosa, ma ho deciso di non andare e trasferirmi in Cina. C’era stata anche la possibilità prima”. 

Il ritiro e la partita d’addio

“Mi è passata la voglia di giocare, sono arrivato a un punto in allenamento a pensare: “Che cavolo sto facendo qui?”. Avevo ancora delle proposte per giocare in Europa, America e Argentina, ma credo fosse arrivato il momento di dire basta. Partita d’addio? La mia idea era di farla, l’avrei voluta fare a Napoli. Adesso c’è la pandemia, non so come andrà”.

Reja e Mazzarri

“Rispetto tanto Reja perché calcisticamente mi ha fatto crescere tanto, mi ha saputo gestire perché da giovane ero un ragazzo complicato. Sono storie che rimangono tra i calciatori e gli allenatori. Mazzarri l’ho fatto diventare pazzo, lo prendevo in giro per i capelli!. È una persona che stimo tanto, ho imparato tanto con lui”. 

Gattuso

“Ha creato un’identità alla squadra con la personalità che aveva da giocatore. Oggi il Napoli è in ottima forma, spero che possa continuare così per arrivare in Champions”.

Insigne

Oggi è un uomo. Quando ci allenavamo insieme era piccolo, oggi ha fascia da capitano, gioca con la Nazionale e rappresenta molto per il Napoli e il calcio italiano. Fa piacere”.

Maradona

“Parlare di Diego significa parlare del calcio. La gente mi ha apprezzato, ho sempre cercato di dare il massimo. Quando l’ho potuto fare, ho dato del mio meglio. Quando ho saputo della morte di Diego ero dispiaciuto, veder finire così la sua vita è stato un brutto. Il coro che mi riservavano i tifosi uguale a quello di Diego? Una sensazione unica, essere riconosciuti da una città in questo modo è sempre bello. Uscire era un po’ difficile!”. 

Napoli Today

Potrebbe piacerti...