Economia e Welfare

L’INDUSTRIA MUSICALE ITALIANA RIPRENDE A RESPIRARE ARIA SANA, NON SENZA L’AIUTO DEL DIGITALE

L’industria musicale, dopo anni e anni di crisi, torna a respirare. Dagli ultimi dati della Recording industry of America (Riaa) nel 2016 le vendite di musica negli Stati Uniti hanno generato un fatturato di 7,7 miliardi di dollari (+11,4% sull’anno prima).

Per l’industria discografica si tratta dei migliori dati di vendita dal 2009. L’aumento delle vendite si spiega soprattutto con la crescita dello streaming online, che da solo, negli Usa, vale 3,9 miliardi di dollari (+69%) e che rappresenta ormai il 51% del business dell’industria musicale negli States.  Le vendite di musica attraverso il digitale con lo streaming hanno superato quelle fisiche di cd che lo scorso anno, per la prima volta dal 1986, sono scese sotto i 100 milioni. Anche gli acquisti attraverso download sono in calo (-22% a 1,8 miliardi di dollari). La musica si vende attraverso i servizi streaming come  Spotify, app che ritroviamo sui cellulari, a portata di mano.

Non è tutto, Spotify si prepara a sbarcare a Wall Street, tra la fine dell’anno e il primo trimestre del prossimo. Lo farà con un direct listing, una quotazione diretta al New York Stock Exchange con gli investitori che potranno comprare le nuove azioni direttamente sul mercato.

Potrebbe piacerti...