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Marciano (PD): “Caldoro al capolinea, per ritardi, inadempienze e fallimenti!”

marcianoAntonio Marciano, consigliere regionale del PD, è intervenuto alla trasmissione di approfondimento politico, Dentro i Fatti, condotta dal nostro direttore Samuele Ciambriello ed in onda sulle frequenze di Radio Club91. Tanti i temi trattati dall’esponente piddino, dalla questioni interne al partito, alla sanità, ai trasporti ed al lavoro. Una intervista lunga e non accademica, inusuale per un politico, che il più delle volte, non è conscio dei tempi radiofonici e del rapporto con il conduttore stesso.

Antonio Marciano, sei presente  nella top dei consiglieri regionali più presenti in aula. Un dato significativo ed emblematico….

“Nei cinque anni di consiliatura che ormai volgono al termine, solo in una occasione non sono stato presente in aula. Sono il più presente, dunque,tra i sessantuno consiglieri regionali della Campania. Qualche quotidiano locale ha indicato in stakanovista il mio lavoro e la mia attività. E’ senza dubbio un elemento importante per quanto mi riguarda, ma soprattutto lo è per i miei elettori e per tutti i cittadini della Campania”.

 

Se dovessi fare una fotografia ricordo in bianco e nero, cosa ricorderesti in positivo ed in negativo, della tua esperienza?

“Quello che mi ha più colpito, in negativo, è senza dubbio l’incapacità di una maggioranza di reggere la prova importante del confronto in aula con tutte le forze di opposizione. Non si contano più le tante volte in cui il consiglio regionale non si è potuto riunire perché non c’è stato numero legale, perché la maggioranza non ha garantito la sua presenza. La seconda cosa che mi ha colpito certamente in negativo, è sicuramente l’assenza della presenza del presidente della giunta regionale, Caldoro, che ha fatto registrare la sua presenza in aula, solo per il 15% delle sedute totali. Non bisogna dimenticare, che in quell’aula, sono presenti i rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini. Tra le cose belle e positive, che annovero invece  in questa mia esperienza, c’è senza dubbio la consapevolezza che nel piccolo parlamentino regionale, possono essere portate avanti iniziative assai importanti per la vita dei sei milioni di abitanti e per le imprese della nostra regione. Ci sono attività di studio importanti che possono essere svolte nelel commissioni e nell’aula stessa”.

 

La Campania è la regione più giovane d’Europa, ma è anche quella che copre la percentuale minore delle borse di studio degli studenti. Mi riferisco al tema dell’università e della formazione professionale…..

“Questo è un punto assolutamente serio. Una regione come la Campania, non può non fare affidamento sui giovani e sulle loro grandi capacità. Bisogna assicurare percorsi di crescita, di formazione di qualità, di accesso al diritto allo studio, di accesso ai saperi ed alla conoscenza. Tante volte, il diritto allo studio viene negato, e ciò è assolutamente inaccettabile per una regione che vuole attestarsi ad alti livelli in Europa e nel mondo”.

 

L’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, in una recente intervista a me rilasciata, ha fatto riferimento al piano lavoro per la ripartenza della Campania. Ha fatto riferimento anche al progetto di garanzia giovani. La tua opinione in merito a questi due temi, formazione – lavoro e Garanzia Giovani.

“Sono d’accordo con l’assessore Nappi. Il piano lavoro è partito, ma dove sia finito, non è dato saperlo. Basta guardare gli indicatori economici che relegano, dopo cinque anni di governo Caldoro e del centrodestra, di cui Nappi fa parte, la Campania in fondo alla classifica  per reddito pro capite più basso, per il più alto tasso di disoccupazione, per il più alto tasso di disoccupazione giovanile e per l’aumento maggiore del calo di immatricolazioni alle università. Quest’ultimo indicatore, non è  certamente dovuto al fatto che i nostri giovani non hanno voglia di studiare, ma perché in una famiglia, bisogna decidere se lavorare per la sopravvivenza, o investire in formazione di attività e studio per i propri giovani. Per quanto riguarda il progetto Garanzia Giovani, reputo che sia una opportunità. Certo è, che se si utilizza tale strumento per collocare ragazzi e ragazze che sono impegnati nelle istituzioni e nel partito di cui fa parte l’assessore Nappi, come ho avuto modo di denunciare qualche tempo fa, non andiamo da nessuna parte. Bisogna aumentare il livello di informazione ma soprattutto bisogna spingere le imprese ad iscriversi al portale, ad offrire opportunità ai nostri giovani, a cogliere il meglio che questa esperienza offre e che può essere un viatico importante per imprese e giovani che si avviano ad investire sul proprio futuro”.

 

A cosa ti riferisci quando fa riferimento a persone iscritte a Garanzia Giovani e legate al partito dell’assessore Nappi?

“Mi riferisco a quello che ho già denunciato e che cioè nei mesi scorsi, sono stati assunti con contratto part – time, vari giovani diplomati e laureati della nostra regione. E’ curioso come nella regione con il più alto tasso di disoccupazione in Italia, se fai un bando rivolto a cinque laureati che devi assumere con un contratto part – time, se ne presentano solo in tredici, e guardo caso, la metà di questi, sono ragazzi impegnati nei consigli comunali per conto del Nuovo Centrodestra. Una strana fatalità, che si è ripetuta in più di un’occasione negli anni del governo di Caldoro e di Nappi”.

 

A proposito di fatalità, ho visto che hai preso parte a numerose manifestazioni avvenute a Palazzo Santa Lucia, sede della giunta regionale, dove erano presenti anche tanti disabili. Siamo ultimi anche su questo tema assai importante…..

L’Agens, l’Agenzia Nazionale per la Sanità, ci dice che siamo la Regione che garantisce meno i livelli essenziali di assistenza, che garantisce meno l’accesso alle cure, quelle primarie e fondamentali per la cura della nostra vita. Siamo quelli che investono meno sul terreno della disabilità. In questi mesi, stiamo tentando di porre fine agli effetti del decreto 108 e 121 voluti da Caldoro nella sua funzione di commissario per il rientro del debito sanitario. Con questi interventi, 1500 disabili, in particolari quelli con disabilità mentali, rischiano di dover lasciare le strutture semiresidenziali dove si trovano, e di interrompere bruscamente le attività di terapie che svolgono in loco. Tutto questo, in virtù dei famosi rientri, tagli e risparmi, da effettuare sulla pelle delle nostre famiglie”.

 

Altro tema a te caro, è quello del trasporto pubblico locale. Seicentomila campani, rinunciano ogni giorno a spostarsi con i mezzi pubblici. Per quale motivo, a tuo giudizio?

“Questo è un dato che ci consegna il Consorzio Unico Campania. Nel 2010, il sistema del trasporto pubblico locale, in Campania, muoveva un milione e cinquecentoventimila pendolari al giorno. Ad oggi, i cinque anni di governo Caldoro e dell’assessore ai trasporti Vetrella, hanno ridotto quel numero a novecentoventimila persona. Ogni giorno, cioè, Caldoro ed il suo assessore, lasciano a piedi circa seicentomila napoletani e campani. Recentemente, in una visita che ho fatto in circumvesuviana per incontrare lavoratori e pendolari, ho potuto tastare con mano, il disagio crescente. I display che solitamente indicano gli orari delle corse dei treni erano spente. Ad una mia precisa domanda sul perché tali display fossero spenti, mi è stato fatto notare, con ironia e disagio notevole, come i passeggeri abbiano imparato a memoria gli orari delle corse, per la innumerevole riduzione delle corse. Lo spegnimento di quei display, dunque, non danneggiano nessuno…….”

Veniamo a temi legati al Partito Democratico. Ti sei sempre battuto affinchè le scelte importanti, passino per le primarie e per le scelte che fanno i circoli locali. Per quale motivo, a tuo giudizio, nel partito c’è sempre questo atteggiamento un po’ ondivago?

“Questo è un punto importante, un punto che riguarda la riforma di un grande partito popolare e riformista. E’ un tema di natura congressuale e di vita quotidiana del Pd, che dovrà essere affrontato immediatamente dopo questo importante appuntamento con la tornata elettorale delle regionali. Come costruire una organizzazione che è forte a Roma con la sua leadership di un segretario nazionale e di un premier come Matteo Renzi, ma che è altrettanto forte ed autorevole nella sua organizzazione e nella sue forme di democrazia diretta ed interna nei circoli e nei livelli territoriali. Una leadership forte ed autorevole senza un partito organizzato che autodisciplina e gestisce il suo lavoro nel territorio e seleziona al meglio le sue classi dirigenti, è un partito condannato ad avere una vita breve”.

 

Adesso il Pd è in campagna elettorale con Vincenzo De Luca. Quale consiglio ti senti di dare al candidato presidente della Regione Campania?

“Il consiglio è  di continuare a parlare ai bisogni della nostra gente, dei nostri ragazzi, delle nostra ragazze e delle nostra famiglie. Guardare quindi soprattutto a chi è rimasto indietro, a chi è rimasto piegato dalla crisi, a chi non c’è l’ha fatta, a tante imprese che non hanno retto alla prova di un mercato che si è contratto. Farlo però nel modo più efficace e semplice possibile, raccontando la loro storia, facendoli parlare e rendendoli protagonisti di questa campagna elettore, dicendo loro inoltre che noi siamo nelle condizioni di rappresentare una alternativa per credibilità individuale e storia politica che abbiamo alle nostre spalle”.

 

In questa campagna elettorale, sarà assente SEL, Sinistra Ecologia e Libertà ed altri partiti della sinistra che sosterranno il proprio candidato, consci che chi corre da solo in questa tornata elettorale, deve raggiungere la soglia di sbarramento dell’8%. Perché c’è stata, secondo te, questa scelta? Poco dialogo del PD, verso le forze di sinistra? O mera incomprensione? Quella di Salvatore Vozza, sembra una candidatura di bandiera…..

“Se le cose sono arrivate a questo punto, è evidente che ci siano stati dei limiti e delle responsabilità, Io però vorrei che tutti quanti avessimo ben chiaro l’obiettivo che è dinanzi a noi:  chiudere con la stagione di governo di Caldoro e della sua giunta, dei suoi fallimenti, dei suoi ritardi, delle sue disattenzioni e delle sue irresponsabilità. Di fronte a questo obiettivo ed a questo risultato, ciascuno si misura per quello che fa, per quello che mette in campo ed anche per come si atteggerà in questa campagna elettorale”.

 

Assieme alla mia associazione La Mansarda, sei stato presente ad una iniziativa nel carcere di Poggioreale. Ne faremo un’altra il 21 aprile in consiglio regionale. Secondo te, il tema del carcere e del garantismo legato al tema della giustizia, non sono temi e diritti legati ad una vera sinistra?

“Non c’è dubbio. Il primo tema da affermare in questo paese, è il tema di una giustizia –  giusta già nei tempi. In questo senso, alcuni passi importanti sono stati fatti dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Una giustizia che abbia tempi tali da rendere verificabile il reato commesso, ma soprattutto un percorso di recupero per chi ha sbagliato. Il carcere deve essere il luogo della riabilitazione e non il luogo che incattivisce ancora di più la vita di una persona e che convince la persona stessa che sbagliare sia, addirittura, la cosa più utile ed unica da fare nella vita. In questo senso, l’attività che svolge la tua associazione, assieme a tante altre, è una attività importante che deve essere un modello di civiltà che assumiamo sulla nostra responsabilità”.

 

Antonio Marciano, stretto collaboratore del presidente Antonio Bassolino. Per fare memoria di questa collaborazione, come vivi questo lavoro che hai fatto, questa amicizia, e come la stai mettendo in campo in queste settimane di campagna elettorale?

“Quello è per me, una delle cose più importanti e più belle della mia vita politica. Lì nasce il senso di un impegno civile ed anche di una dimensione etica nel rapporto con la gestione del governo , della cosa pubblica e del danaro pubblico. D’altronde, è motivo di soddisfazione, l’impegno nell’attività svolta, la presenza costante in consiglio regionale e la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura di Napoli  per la vicenda legata alle spese dei consiglieri regionali. Una parte della mia attività politica di oggi, è chiaramente figlia di quella esperienza”.

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