Economia e Welfare

MIGRANTI,NUMERI GESTIBILI.I VOLONTARI CI SONO SEMPRE

Se 500 persone mettono in crisi le istituzioni, qualcosa non funziona. Accade a Ventimiglia e succede a Como, dove non si riesce a trovare una sistemazione dei migranti che sperano di poter raggiungere l’Europa del Nord attraversando la Svizzera, che però li respinge. Il Viminale invierà dei container per allestire un “villaggio”, ma non è stata individuata l’area e sopratutto non si potrà dare una sistemazione agli immigrati prima di metà settembre. In altre parole, continueranno a stare all’addiaccio. Parrocchie e associazioni di volontariato stanno mettendo a disposizione spazi e posti letto, ma non basta. “In un Paese come l’Italia con 60 milioni di abitanti non possono rappresentare una minaccia o un’emergenza”, dice padre Camillo Ripamonti, coordinatore del Centro Astalli. «Se parliamo di numeri il termine emergenza è fuori luogo perché non si tratta di gruppi ingestibili», condivide Oliviero Forti, responsabile Immigrazione di Caritas Italiana. Il caso Ventimiglia è tristemente esemplare. Non fosse stato per la Chiesa locale, i migranti non avrebbero trovato alcuna assistenza, peraltro con il rischio di accrescere la tensione già alta.
Dal territorio arrivano, però, risposte positive. Il Ministero dell’Interno ha dato il via libera all’accoglienza dei richiedenti asilo in famiglia. Succede in Toscana, dove sono già 50 le candidature per ospitare profughi in casa. U progetto pilota che potrà essere seguito anche in altre regioni
Un esempio che, in Italia e in Europa, dovrebbe interrogare la politica. Intanto a Como, sul prato della stazione, adulti e bambini si preparano ad affrontare altri giorni all’addiaccio. Unica consolazione, la mano tesa dei tanti volontari che anche di notte non lasciano da soli famiglie e singoli in attesa di poter proseguire il viaggio.

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