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Morta Assunta “Pupetta” Maresca, la prima donna boss: aveva 86 anni

È morta ieri, nella sua abitazione a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, Assunta Maresca, meglio nota come “Pupetta”, prima donna a essere considerata un boss mafioso. Aveva 86 anni. Vedova del boss Pasquale Simonetti, soprannominato Pascalone ‘e Nola, e figlia di un contrabbandiere, Alberto. Il 4 ottobre del 1955, al sesto mese di gravidanza, uccise – inisieme ad altre persone – Antonio Esposito, suo testimone di nozze e mandante dell’omicidio del marito, assassinato a luglio di quello stesso anno. I colpi partirono da almeno quattro pistole: per gli inquirenti, il delitto si inquadrava nella guerra di camorra per la gestione del mercato ortofrutticolo. Arrestata il 14 ottobre, in carcere partorì il primo figlio, Pasquale. Condannata a 13 anni e 4 mesi, graziata dopo oltre dieci anni di reclusione.

L’esperienza cinematografica e la sfida a Raffaele Cutolo

Nel 1967 ebbe un’esperienza come attrice cinematografica interpretando il ruolo della protagonista nel film “Delitto a Posillipo”, diretto da Renato Parravicini, ispirato alla sua vita.  Sposò il boss Umberto Ammaturo nel 1970, da cui ebbe due figli, Roberto e Antonella. Il figlio Pasquale ucciso in un agguato nel 1974: il corpo non fu mai ritrovato. Pasquale non accettava la relazione della madre con il nuovo compagno, che lo aveva più volte minacciato. Ammaturo, sospettato dell’omicidio, assolto per insufficienza di prove. Pupetta fu poi ritenuta la mandante dell’omicidio di Ciro Galli, uomo di Raffaele Cutolo, ucciso nel 1981 per vendetta trasversale.

Il 13 febbraio 1982 indisse una conferenza stampa durante la quale minacciò apertamente Cutolo e la Nco: “Se per Nuova Famiglia si intende tutta quella gente che si difende dallo strapotere di quest’uomo, allora mi ritengo affiliata a questa organizzazione“, dichiarò in quell’occasione. Su di lei prodotta anche una fiction con Manuela Arcuri protagonista. (Skytg24)

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