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Renzi ad Agerola(NA): “Il premio alla coalizione? Dibattito assurdo. Chi governa? Lo decidono gli italiani,nessun passo indietro come Premier.”

“Il premio alla coalizione? È un dibattito assurdo, il premio c’è già al Senato ed il Mattarellum prevede comunque un premio”. Il segretario del Pd Matteo Renzi – ad Agerola per la presentazione del suo libro “Avanti” – chiude così alla proposta avanzata da varie parti, come Orlando e Franceschini nel Pd e, a destra, Berlusconi.
“Sulla legge elettorale, dopo le ferie bisogna andare ad un accordo che comprenda tutte le forze politiche. Noi – ha aggiunto – abbiamo fatto diverse proposte, ma ce le hanno bocciate tutte. Ora, se ci sono proposte di altri noi siamo pronti a discutere”.
Renzi intervistato dal direttore del direttore del Corriere del Mezzogiorno non risparmia battute e frecciatine a rivolte a D’Alema e Berlusconi: “Hanno ripreso a telefonarsi. Allora è amore vero…”. Per poi aggiungere: “È una battuta”.
Ma si fa serio quando Enzo D’Errico gli chiede se sarebbe disposto a fare “un passo indietro” rispetto al ritorno alla guida del governo: “Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani”. Per il momento, tutto “il sostegno va a Paolo Gentiloni. So cosa vuol dire lavorare con i gufi”.
E su Roma e la questione Atac dichiara: “Nell’azienda dei trasporti di Roma i grillini, che dovevano fare la rivoluzione, invece fanno come gli altri, anzi peggio: raccomandando gli amici degli amici. Noi non prendiamo lezioni di moralità da quelli che hanno due morali”.

“Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani, non i giornalisti e neanche le speranze dei militanti”. Così Matteo Renzi ha risposto ad Agerola, in provincia di Napoli, alla domanda se sarebbe disposto a fare un passo indietro come possibile capo del governo. “Ho fatto il premier con tanti che pensavano a farmi le scarpe – ha aggiunto – perciò vi chiedo di dare il massimo appoggio a Gentiloni”. Quindi l’annuncio: “La Leopolda? Quest’anno la facciamo a novembre”.

“Se si torna a un meccanismo elettorale da Prima Repubblica – aggiunge l’ex premier -, non è una circostanza fortuita. È perché abbiamo perso il referendum e le cose sono rimaste com’erano. Con questo sistema è molto difficile garantire la governabilità. Ma quando dissi di fare un sistema in cui sia chiaro chi governa mi dissero che volevo la deriva autoritaria. Noi abbiamo fatto un tentativo di fare una legge elettorale ampiamente condivisa ma i franchi tiratori ce l’hanno bocciata”.

 

• D’ALEMA E BERLUSCONI
A Renzi viene chiesto della presunta telefonata tra Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi. Il segretario del Pd ricorda che nessuno dei due interessati ha smentito. “Si sentono al telefono, si richiamano… Allora è amore”. Risate e applausi dall’uditorio, quindi Renzi si rivolge ai cronisti: “Vi raccomando: è una battuta”.

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