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RIFORMA COSTITUZIONALE, ARTURO SCOTTO: “ANTIDEMOCRATICO IL RICATTO DELL’INGOVERNABILITA’ DEL PAESE”

Nell’ambito della campagna referendaria per la Riforma della Costituzione, abbiamo incontrato l’Onorevole Arturo Scotto, capogruppo di SI-SEL alla Camera e tra i promotori del ‘’NO’’.

 

Renzi ha dichiarato che, in caso vittoria del No, lascerà la guida del Governo. Cosa pensa Lei in proposito?

Credo che sia un modo di giocare a ‘’poker’’ con la Costituzione, che è un bene comune. Le regole del gioco andrebbero scritte sempre insieme. La Carta Fondamentale, ovvero la Costituzione, sta sopra i Governi non sotto. Matteo Renzi confonde il destino del suo Governo con il destino della Costituzione. Per questo sbaglia e gli italiani saranno, inevitabilmente, costretti a votare anche su questo.

 Quali sono i problemi della Riforma Boschi-Renzi?

Il primo problema di questa Riforma si chiama ‘’combinato disposto’’ tra Italicum, (Legge Elettorale approvata alla Camera con la fiducia, fatto senza precedenti ad eccezione della ‘’legge truffa’’ di De Gasperi) e Senato non elettivo. Ci troveremmo di fronte al fatto che una quota molto significativa di Deputati e di Senatori non saranno eletti dai cittadini.

Secondo: questo combinato produce un aumento significativo del peso dei Governi rispetto al Parlamento, poiché una Legge Elettorale iper-maggioritaria e un Senato nominato produrrà il fatto che una minoranza più grande prenderà un premio di maggioranza che gli consentirà di votarsi tutto quello che vuole, compresi gli organi di garanzia costituzionale.

Terzo punto: anche le funzioni del Senato non elettivo sono molto confuse. Oggi c’è il bicameralismo paritario, che va superato, ma domani ci sarà un bicameralismo asimmetrico che produrrà comunque un conflitto di competenze. Sono sette le procedure tra Camera e Senato sulle legg,i e questo determinerà una confusione e un ulteriore ritardo nell’approvazione delle stesse. Altro che semplificazione.

E infine: si poteva osare di più. Si poteva andare verso il superamento del bicameralismo paritario, ed anche una riduzione ulteriore dei senatori e deputati, come proponevano noi, ma anche da questo punto di vista si poteva scegliere di mettere in campo un elemento escluso che è l’elettività del Senato.

Cosa pensa della possibilità di spacchettare i quesiti referendari?

47 Articoli di una Riforma sono difficilmente spacchettabili. Anche perché si è scelto di procedere su quella legge, la legge Boschi, in maniera organica, altra cosa era, utilizzando l’Art.138, procedere su singole leggi costituzionali che andavano nella direzione di intervenire su singole parti della Costituzione. Siamo di fronte ad un disegno organico, che dal nostro punto di vista è in realtà profondamente confuso. Senza parlare delle complicazioni per i cittadini. Occorre un giudizio complessivo e il giudizio è nel merito e nel metodo della costruzione della Riforma.

 Renzi ha dichiarato che in caso di vittoria del No ‘’il Paese sarebbe ingovernabile’’. Cosa risponde?

La democrazia ha uscite di sicurezza. Siamo una Repubblica parlamentare, non è scritto da nessuno parte che, in caso di sue dimissioni, il Parlamento non riesca a costruire un’altra maggioranza. Il ricatto dell’ingovernabilità del Paese è una cosa profondamente anti-democratica. La  sua ipotesi di governabilità non è  l’unica disponibile. Sarà il Presidente della Repubblica  a decidere come intervenire all’indomani del Referendum, in ogni caso.

 Dice anche che è una  Riforma attesa da 70 anni.

Non è vero come dice il Premier, che la Costituzione non è mai stata cambiata. In questi anni è stato fatto, molto spesso facendo degli errori, penso all’art.5 ad esempio. Quando è stato indetto un referendum, su un’ipotesi avanzata da Berlusconi non molto diversa da questa attuale, i cittadini la respinsero.

Mi sembra molto complicato dire, da questo punto di vista, che non ci sia già stato un responso popolare.

La Costituzione va aiutata a svilupparsi, abbiamo larghe parti della Costituzione che non sono state realizzate, per il semplice motivo che la politica non ha puntato, in tutti questi anni da Berlusconi a Renzi, sui diritti dei cittadini. Occorrerebbe concentrarsi su questo e invece la Riforma produrrà un ulteriore difficoltà proprio nella realizzazione di questi obiettivi sociali.

 Cosa vorrebbe dire a tutti quei cittadini che andranno a votare?

Si vota sulla cosa più importante che abbiamo: la Costituzione. Non può essere legata alla contingenza del momento e agli interessi del singolo politico. La Costituzione è uno strumento nelle mani dei più deboli per affermare i propri diritti. Questa modifica della seconda parte della Costituzione, ha un obiettivo principale: cambiare la parte materiale del Paese. Diranno che aumenterà il potere decisionale, in realtà produrrà solo una confusione nel processo decisionale, puntando dritto a ridurre gli spazi di democrazia, e quando questi si restringono, vengono meno anche i diritti dei cittadini, inevitabilmente.

 

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