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Tav ad Afragola, cattedrale nel deserto?A confronto De Luca e De Magistris.

Sta facendo tanto discutere la scelta della Tav ad Afragola, stazione inaugurata lo scorso 6 giugno. I principali quesiti sono: come verrà utilizzata e soprattutto che ruolo avrà nello scacchiere della rete dei trasporti?

La stazione Tav di Afragola non serve a Napoli città, è evidente. La stazione è stata progettata per avere collegamenti diretti per i treni che vanno verso Reggio Calabria, verso Sud e saltano il nodo di Napoli”.

Lo ha affermato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, proprio in merito alle polemiche di queste ore sull’utilità della stazione Tav di Afragola.

Anche De Magistris ha idee molto simili a riguardo. Il sindaco di Napoli si è così espresso: “Ho forti perplessità rispetto a questa inaugurazione in pompa magna. Per ora è un grave danno per Napoli, perché avremo una compressione di tutti i treni ad Alta Velocità nella tratta Roma-Reggio Calabria. Tantissimi napoletani che si recano in Sicilia o in Calabria non potranno partire da Napoli, ma dovranno andare a Salerno o ad Afragola. Manca il collegamento con la Metrocampania, di competenza della Regione, per collegare Napoli e Afragola. Oggi è una cattedrale nel deserto. Napoli è la capitale del Mezzogiorno, è qui che si deve trovare l’Alta Velocità per raggiungere il resto del Paese”.

La verità? Hanno ragione entrambi. De Luca giustamente fa notare come la stazione sia stata costruita per chi non abita a Napoli città, ma per la provincia (oltre ad Afragola per i paesi di Acerra, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Casoria, e tanti altri) e per buona parte dei paesi in provincia di Caserta (Orta di Atella e paesi limitrofi, più in generale la zona dell’Aversano).

De Magistris dal canto suo, contesta la mancanza di una rete di trasporto regionale che permetta di raggiungere agevolmente la nuova stazione.

Quello che viene fatto notare da più parti non è tanto la bontà dell’opera, né i 70 milioni spesi per realizzarla, costi in linea con quelli di altre stazioni italiane ad Alta Velocità. Si contesta il fatto che attualmente la stazione Tav di Afragola sia una vera e propria cattedrale nel deserto, sperduta tra campi coltivati ed erbacce. La Circumvesuviana o la metro linea 10, se arriveranno, lo faranno solo nel 2022, ed è una previsione ottimistica. Da qui al 2022 c’è il serio rischio che la stazione venga scelta da ben pochi viaggiatori.

Altro problema è il rischio di infiltrazioni dei clan della zona sugli affari legati alle opere attorno alla Tav e alla variante urbanistica. Su questa eventualità, De Luca ha detto: “Io sono per non sottovalutare, ma anche contrario a ingigantire i problemi o proporre collegamenti che non sono ancora provati. Parliamo di un’opera che non è stata realizzata a Stoccolma. Viviamo in territori difficili, ma non è un destino quello di dover subire per forza la presenza, la violenza della criminalità organizzata. Questo dipende da noi, il presidente del Consiglio ha confermato un impegno straordinario del Governo sul problema della sicurezza e noi seguiremo con grandissima attenzione le opere che si dovranno fare, pubbliche e private per riqualificare l’area. Io credo che possiamo avere fiducia”.

C’è troppo pessimismo, o davvero questo grosso investimento nel sud Italia rischia di non portare i benefici sperati?

 

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