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TRIDUO PASQUALE:LA PASTORALE DEL GREMBIULE NEL GIOVEDI DELLE CONSEGNE.

Nel triduo pasquale celebriamo, sia pure frazionato in tappe, un solo mistero:
quello dell’Amore di Dio. Il Giovedì santo ha varie simbologie, vari messaggi, alcune consegne.
Egli ha tanto amato il mondo da donare Se stesso nel Figlio. Il suo amore non si è fermato nel tempo passato, ma corre nella storia in maniera inalterata e incondizionata. Se il centro, il fondamento e l’apice è l’amore non
fermiamoci all’esecuzione più o meno commovente dei riti, ma da essi traiamo l’impegno a vivere l’amore con i nostri fratelli e sorelle in maniera seria, concreta e nella gioia.
La ricerca della semplicità e della sobrietà nella vita del vescovo, l’amore per gli ultimi e l’impegno per una Chiesa povera, la schiettezza nella denuncia del commercio delle armi e delle ingiustizie sociali, il richiamo a Francesco d’Assisi, il dialogo con i poveri, la centralità del Concilio Vaticano II e la capacità di parlare per immagini e farsi capire da tutti. La “Chiesa del grembiule”, espressione coniata da don Tonino Bello e ripresa da papa Francesco, è il sogno che accomuna il vescovo pugliese e Bergoglio per una Chiesa che abbandona i segni del potere per abbracciare il potere dei segni e poter essere segno credibile della Presenza di Cristo e compagna dell’uomo inquieto di oggi. Sono tante e sorprendenti le consonanze fra don Tonino Bello e papa Francesco. nella notte delle consegne, il giovedì santo, celebriamo L’Eucarestia, il Sacerdozio.
Papa Francesco ama ripetere: “I pastori sono chiamati a essere servi saggi e fedeli che imitano il Signore, cingono il grembiule del servizio e si chinano sul vissuto delle proprie comunità, a comprenderne la storia e a vivere le gioie e i dolori, le attese e le speranze del gregge loro affidato”.

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