Economia e Welfare

ANCORA UN SUICIDIO NEL CARCERE DI POGGIOREALE. IL GARANTE CIAMBRIELLO: “TRISTI PERCENTUALI DI SUICIDI. COSA STA SUCCEDENDO NELLE NOSTRE CARCERI?”

COMUNICATO STAMPA

ANCORA UN SUICIDIO NEL CARCERE DI POGGIOREALE

IL GARANTE CIAMBRIELLO: “TRISTI PERCENTUALI DI SUICIDI. COSA STA SUCCEDENDO NELLE NOSTRE CARCERI?”

Ancora un suicidio nel carcere di Poggioreale, è il terzo in una settimana. Aveva 36 anni.

“I suicidi in carcere hanno un tasso venti volte superiore alla media nel nostro Paese. Che cosa sta succedendo nelle nostre carceri? I detenuti che si suicidano non hanno un fine pena mai, come nel caso anche dell’ultimo detenuto di Poggioreale che sarebbe uscito da qui a un mese. Quindi sono detenuti con una fragilità che entrando in carcere tentano il suicidio o ci riescono, detenuti che si suicidano anche se a breve devono uscire. Allora la politica e le istituzioni ai vari livelli, cosa possono fare per intervenire? Sono tristi le percentuali dei suicidi a cui si aggiungono i tentati suicidi, sventati grazie al pronto intervento degli agenti di Polizia penitenziaria e dei compagni di cella. Tante anche le forme di autolesionismo. Il fenomeno non è facile affrontarlo, la complessità del suicidio rende necessario un lavoro di gruppo, perché è necessario agire sull’organizzazione delle carceri, sulle figure professionali che mancano, come quelle di ascolto che fanno da ponte tra l’interno e la famiglia, l’interno e la magistratura, l’interno e l’esterno della società civile. Bisogna intervenire sui programmi di trattamento nelle carceri. Molte volte i detenuti vivono un tempo vuoto, non svolgono attività trattamentali, di socialità o di lavoro. Bisogna intervenire anche con progetti che vedono coinvolti le esperienze di volontariato e del Terzo settore”, così il Garante campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello.

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