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BANKITALIA, GENTILONI NE TUTELA L’AUTONOMIA

“Il governo non era semplicemente informato: era d’accordo. La mozione parlamentare non solo era nota al governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare questa mozione prevedeva che il governo desse un parere. Che c’è stato. Ed è stato positivo”. Cosi chiosa Matteo Renzi per chiedersi: ‘vogliamo dire che il Parlamento non ha diritto di discutere?’, pur ribadendo di non avere ‘una questione personale con il governatore Visco’. Intanto fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che sul tema della Banca d’Italia le decisioni del Presidente del Consiglio “saranno basate sulle prerogative a lui attribuite dalla legge ed ispirate esclusivamente al criterio di salvaguardia dell’autonomia dell’Istituto”. Mentre Bersani scrive su Facebook:”E’ in corso l’eterno gioco tra guardie e ladri. Si vuole dare tutto addosso alle guardie per lasciare tranquilli i ladri. Faccio notare che negli Stati Uniti PRIMA hanno messo in galera Madoff e POI si sono chiesti se la Sec avesse fatto tutto il necessario” aggiungendo che “Certamente la Banca d’Italia non ha svolto il controllo che ci si attendeva, non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo su quello che si è verificato. Peraltro in questo si può vedere quella voglia della sinistra di occupare tutte le posizioni di potere una volta lo facevano dopo le elezioni ora lo fanno prima” .Mentre il ministro degli Esteri Angelino Alfano dichiara: “Noi difendiamo l’indipendenza di Banca d’Italia e allo stesso tempo aspettiamo la proposta del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia e in base a quella giudicheremo”.  “Ci sembrano esagerate alcune reazioni contro il Pd – ha aggiunto Alfano – che è un grande partito e nel parlamento ha diritto di esprimere le proprie opinioni”.

Polemiche e scontri che non interessano affatto Gentiloni, al quale spetta l’onere della scelta su Bankitalia. Il premier sta facendo in queste ore una serie di considerazioni ma da più parti gli si sta consigliando, anche per evitare turbolenze dei mercati, di accelerare sulla decisione rispetto al 31 ottobre. Il quadro, certo, è molto complesso sia nel caso di conferma di Visco sia di ricerca di un nuovo nome che comunque sarebbe scelto all’interno di Palazzo Koch con il nome, secondo i rumors, di Fabio Panetta in pole. Ma, è l’osservazione di chi punta al rinnovo, indicare un nome diverso da quello dell’attuale governatore esporrebbe sia Gentiloni sia Mattarella a critiche e attacchi mediatici di aver ceduto al segretario Pd dopo che nei fatti si era già deciso di rinnovare il mandato. E anche Renzi non sembra avere molti dubbi sul fatto che il premier cambi idea rispetto alla riconferma. Ma con la mossa della mozione ha messo agli atti la sua distanza. “Lo vogliono confermare? Facciano, ma al momento opportuno Renzi potrà dire: io l’avevo detto”, è la linea dei renziani.

 

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