Qui ed ora

Campania, scossa di terremoto avvertite nelle zone di Salerno e a Campi Flegrei

Nella notte c’è stata una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 nel Vallo di Diano, a sud di Salerno. La scossa fortunatamente non ha provocato nessun danno a persone o cose, ma la paura dei cittadini è stata tanta, tanto che gli stessi avevano abbandonato le proprie abitazioni rifugiandosi in strada. Questa mattina, in via precauzionale, resteranno chiuse le scuole e gli uffici di tutte le zone colpite dal sisma. A proposito del sisma che ha colpito diverse cittadine della zona sud di Salerno, il l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha rivelato che il sisma ha avuto ipocentro a 11 km di profondità nella zona di Padula.  La scossa è stata avvertita anche nel Golfo di Policastro, nel basso Cilento, nel Tanagro ed in alcuni centri del Potentino confinanti con il Vallo di Diano. Inoltre i sindaci delle zone colpite hanno emanato delle ordinanze finalizzate a specifiche verifiche sismiche.

Intanto diversi giorni fa a Napoli, nella zona flegrea c’è stata una scossa di terremoto di magnitudo 1.3. Una scossa non molto potente che però è stata avvertita dai cittadini che vivono nella parte alta di Pozzuoli. L’epicentro della zona era tra via Napoli e l’Accademia Aeronautica, profondità di circa un chilometro, come riferito dal direttore dell’Osservatorio Vesuviano Francesca Bianco. Nello stesso giorno sono stati  7 gli eventi di piccola intensità nell’area flegrea, tutti registrati sul sito dell’Osservatorio. Quindi è chiaro che c’è attenzione massima da parte degli esperti che monitorano la zona definita “l’area più pericolosa del mondo”, come affermano gli scienziati, sull’area che attualmente è posizionata sul livello giallo, quello definito di “attenzione”. Mentre nelle zone Flegrea si verificavano queste scosse,  il presidente della Decima Municipalità Diego Civitillo, geologo di professione, commenta così i dati pubblicati dall’osservatorio “Per la questione Campi Flegrei sappiamo bene che ci sono livelli in aumento, e che la risposta attuale è diversa dalle precedenti. Purtroppo l’Ingv spesso è poco chiaro nella gestione e nell’interpretazione dati. così come i parametri utilizzati dalla Protezione civile per classificare i livelli di allerta sono ‘diversamente scientifici’ a mio parere. Dall’ultima frase , comunque, immagino che siano i dati geochimici presentati ad essere errati”. 

 

 

 

Potrebbe piacerti...