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Chiude l’attività di Scarciello, il salumiere coraggio. Perdono tutti

Ciro Scarciello ha ufficialmente chiuso la saracinesca della sua salumeria alla Duchesca ieri 29 Luglio, con tanto di comunicazione via facebook e tanti strascichi di polemica nei confronti delle Istituzioni, assenti a suo dire“nel momento del bisogno”. Scarciello noto dal  Gennaio scorso per aver denunciato in Tv lo stato di degrado  e infiltrazioni di forte criminalita’  nel proprio quartiere, a seguito dell’agguato di camorra nei confronti di 3 extracomunitari (rei di non pagare il pizzo per una bancarella), di cui ne fece le spese una ragazzina ferita ad una caviglia, ne e’ uscito con le ossa rotte; minacce, disagio ambientale,  squallida omerta’ di quella stessa comunita’ che per 30 anni aveva instaurato un rapporto familiare e clientelare con colui che con la sua denuncia voleva smuovere la dura realta’ quotidiana, mancati incassi giornalieri.  Dopo 6 mesi, l’amara conclusione di un finale gia’ scritto per stessa ammissione di Scarciello, che stanco dell’impasse istituzionale ha deciso di cambiare vita. Eppure dal social network arrivano dichiarazioni di rammarico da parte del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli visibilmente sorpreso dall’atteggiamento di Scarciello: “Chiude definitivamente il locale di Ciro Scarciello e noi siamo estremamente tristi  e dispiaciuti anche se il comportamento non l’abbiamo capito fino in fondo visto che ha ammesso che aveva gia’ deciso di chiudere la salumeria da mesi, anche quando andammo nel suo negozio per offrirgli la possibilita’ di diventare fornitore della mensa dell’Istituto per Ciechi Colosimo, grazie alla disponibilita’ del coordinatore, Antonio Cafasso”.  Cio’ che e’ accaduto a Scarciello, non e’ altro che l’ennesimo schiaffo ad una citta’ che ha bisogno urgentemente di ripartire  non solo con la vicinanza istituzionale al territorio attraverso leggi ad hoc  ed in particolare nei  quartieri piu’ a rischio,ma partecipando attivamente alla pulizia del territorio dalla microcriminalita’ che rallenta il processo di crescita del territorio, anche grazie allo scarso senso civico di micro gruppi dediti a limitare la realizzazione di tale scopo. Le parole del Sindaco di Napoli, De Magistris  successive alle dichiarazioni di Scarcello riguardo la chiusura della sua attivita’ sono notevolmente contrastanti in tal senso con le sue promesse di Welfare tanto proclamate nei suoi 2 mandati: “Credo che sia stata una scelta personale così come ce ne sono altre in totale controtendenza, anche in quel quartiere, soprattutto di giovani che non mollano e che investono”; affermazioni dure, determinate ma che lasciano intendere come il primo cittadino voglia dirottare nel suo secondo mandato le proprie attenzioni su chi vuole valorizzare il patrimonio culturale di Napoli con atteggiamenti propositivi,che vanno ben oltre la sola denuncia,facendo intendere che lo spettacolo deve comunque continuare, uno show must go on costante per rendere Napoli una citta’ cosmopolita in grado di fornire tutto cio’ che occorre all’accoglienza turistica, attraverso messaggi positivi. Pur ravvisando come  dalle sue dichiarazioni si denoti una gran mole di impegni da  affrontare come  la propria figura istituzionale richiede (in una realta’ come quella napoletana, fatta di dinamiche complesse e di non facile soluzione come il degrado urbano, la microcriminalita’, malaffare politico, abusivismo), al Masaniello napoletano sono piovute critiche come un radar svizzero soprattutto dall’opposizione, denotando come De Magistris sia piu’ interessato alle premiazioni, agli slogan piu’ che a risolvere i problemi endemici di una citta’ che ne ha estremo bisogno. La storia di Scarciello non deve sorprendere, poiché ormai si è abituati ad una sorta di una triste realtà quotidiana dove si ha la netta sensazione che hanno perso tutti. Scarciello dopo 30 anni cambierà sede e attività , le istituzioni che avevano una golosa occasione di riavvicinarsi ai cittadini con azioni e attività legate alla sicurezza del territorio, ma anche gli stessi cittadini del quartiere potevano cogliere l’occasione di uno straordinario teamworking in grado di esaltare il senso civico di cui un popolo democratico non può non farne a meno….

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