Economia e Welfare

I MIGLIORI DOLCI NAPOLETANI .

La città di Napoli  è costellata di pasticcerie più o meno famose nelle quali sono stati creati e si sfornano ancora oggi dolci di tutti i tipi. Dalla pastiera agli struffoli, passando per sua maestà la sfogliatella in entrambe le sue versioni, riccia e frolla. Basterebbero questi tre dolci per fare della pasticceria napoletana una delle più prolifiche e famose d’Italia, ma la produzione dolciaria all’ombra del Vesuvio non si ferma qui. Tra i dolci più importanti ricordiamo sicuramente la “Sfogliatella “ che può essere “riccia “ o frolla” . Il motivo per cui tutti si addentrano nei non troppo rassicuranti pressi della stazione di Napoli è senza dubbio il culto per la sfogliatella, dolce napoletano che ha conquistato non solo l’Italia, ma probabilmente il mondo intero. Create da mani abili, conservate in forno e riscaldate al momento dell’ordine, una fragranza che solo qui si può trovare. Il più antico dolce di Napoli, pasta sfoglia ripiena e con rialzo per ricordare il cappuccio di un monaco, è stato inventato  non a caso in un convento di clausura della costiera amalfitana. Versione semplificata della sfogliatella riccia ma con lo stesso ripieno di ricotta, semola, latte, canditi, uova e zucchero, trova il suo bengodi partenopeo nelle pasticcerie più antiche d’Italia, che si trovano sicuramente a Napoli, le cui specialità mandano in visibilio napoletani e turisti. Altra leccornia di stampo napoletano è sicuramente il Babà . Pasta sofficemente lievitata e cotta al forno, senza uvetta e zafferano della ricetta originale: è questo il dna partenopeo di un dolce capolavoro che attraverso la certosina opera di modellamento del pasticcere francese Nicolas Stohrer, cui si deve la forma a fungo. A Napoli si è aggiunto il ripieno di crema o amarene come da versione di alcuni fantasiosi pasticcieri. Ma non è finita qui . Come si fa a non menzionare la celebre Pastiera napoletana . Simbolo della Pasqua ma buono per tutte le stagioni, è un ingegnoso dolce di pasta frolla con ricotta, frutta candita, uova, zucchero e soprattutto grano bollito nel latte. La variante osteggiata dai tradizionalisti prevede l’uso di una densa crema pasticcera per rendere l’impasto più leggero e morbido. Infine , non possiamo che non ricordare le gustose Graffe . La graffa è un anello soffice e zuccherato (tipico del carnevale) il cui impasto di farina, uova e lievito viene fritto e a volte farcito al cioccolato. In alcuni laboratori del centro antico, insieme alle graffe dalla classica forma a “E”, vengono proposte soluzioni con dentro cannoli ripieni di crema pasticcera: una versione vertiginosamente golosa. Insomma , tante leccornie che rispecchiano la cultura e le tradizioni napoletane .

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